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Un Iñaki a San Mamès

Sembrava dovesse trattarsi dell’ennesimo prodotto di player trading dell’Atlethic; Iñaki Williams ha invece scelto di rimanere a San Mamés, una scelta di cuore ma anche un dribbling alla monotonia ed un gol ai pregiudizi.

Accra, capitale del Ghana e luogo d’asilo per i tanti liberiani che scappano dalla loro terra messa a ferro e fuoco dalla guerra. Ed è proprio in un campo profughi che i sogni e le speranze della signorina Maria Arthurer si fondono con quelli del ghanese Felix Williams. Due mesi dopo i due innamorati decidono di scappare da quel posto per costruirsi una vita migliore.

Il primo giocatore nero ad avere segnato con la maglia dell’Atlethic

Nella metà scelta non ci sono castelli ma una “Catedral”, che diventerà il regno di loro figlio, Iñaki, nato a Barakaldo, comune basco distante 10 chilometri da Bilbao.

In questa storia che sembra una favola si intrecciano diverse sottotrame a partire dal modo in cui è chiamato il numero 9.
Il nome di battesimo dell’attaccante dell’Atletic è appunto Iñaki, ovvero un nomignolo che i baschi danno ai venditori ambulanti di colore, un dispregiativo per indicare inferiorità. Willliams è basco per Ius Soli quindi conforme alle severe regole di tesseramento dei leoni: possono infatti vestire la maglia biancorossa solo quei ragazzi nati in una delle sette provincie storiche di Heuscal Herria e, coloro che, seppur nati altrove, hanno militato in settori giovanili di squadre basche conseguendo la cittadinanza.

Se, a differenza dei propri genitori il delantero basco non ha mai vissuto l’esperienza della guerra, ha sempre dovuto combattere contro i pregiudizi.
Willy come è amorevolmente chiamato dal mondo Athletic è il secondo basco di colore a vestire la maglia rojoblanca, prima di lui c’è stato solo, nel non lontanissimo 2008 il difensore Jonas Ramalho, ma è stato il primo a segnare una rete in 121 anni di storia della gloriosa società ispanica, contro il Torino in Europa League il 19 febbraio 2015.

inaki williams esultanza
Foto: ballinfc.tumblr.com

Iñaki aveva appena 21 anni, ma non smise più di giocare e segnare, diventando uno dei prospetti più interessanti del calcio spagnolo, suscitando inevitabilmente l’interesse di svariati top club.

In estate infatti il Manchester United sembrava pronto a pagare la clausola rescissoria per Williams, pronto ad ereditare la 9 rossa, lasciata libera da Lukaku.

La risposta è stata un sincero “no, gracias“, un rifiuto garbato ma secco, seguito pochi giorni dopo da un rinnovo record dalla durata ben 9 stagionied un innalzamento della clausola a 135 milioni di euro, che in fondo, per un figlio di Bilbao sembra solo una formalità burocratica.

In questo racconto si è susseguito più volte il numero 9, un numero di maglia ma anche un modo di stare in campo che il ragazzo proveniente da Lezama (vivaio della società basca a cui è arrivato all’età di 18 anni) ha affinato nel corso dei propri anni in prima squadra. L’età del sempre eterno condottiero Aduriz lo porterà inevitabilmente al tramonto della propria leggendaria carriera, occorre un backup di tutto rispetto e Iñaki sembra essere il candidato perfetto.

Dall’iniziale posizione di ala, infatti causa infortuni il ragazzo è stato spostato al centro della scena: piede destro, fisicità e prestanza muscolare, oltre alla velocità da centometrista (picco a 33 Km/H) fanno del classe 1994 una punta atipica per caratteristiche tecniche e fattura dei gol segnati, ma non per quell’istinto da cecchino che lo contraddistingue.

Dal Ghana , passando per Lezama ed arrivando al centro del palco di San Mamés, un viaggio lungo e faticoso, un calcio contro i pregiudizi di una squadra atipica, ma ora a Bilbao il nuovo re è un Iñaki.