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Un crollo annunciato

Nella giornata di oggi è stato comunicato l’esonero ufficiale di Carlo Ancelotti dalla panchina del Bayern Monaco. Questa decisione arriva il giorno dopo la pesantissima disfatta al Parco dei Principi contro il PSG dove la squadra bavarese si è mostrata per l’ennesima volta scollegata,debole e soprattutto incapace di controllare una partita che, per il blasone del Club, avrebbe dovuto quantomeno onorare vista l’importanza della competizione e il bisogno di tornare a vincere la Champions League.
La partita di ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in un rapporto che non è mai effettivamente sbocciato, ma che anzi si è logorato sempre più nel tempo.

Dopo un precampionato da incubi e la vittoria in agosto della Supercoppa di Germania, in Bundesliga, dove storicamente il cammino è una vera e propria passeggiata, i bavaresi si ritrovano momentaneamente al terzo posto con Borussia Dortmund e Hoffeneim già davanti. 13 punti in 6 giornate, 14 gol fatti e 5 subiti ma soprattutto il clamoroso pareggio in casa contro il Wolfsburg che ha fatto infuriare dirigenza e tifosi dopo essere stati doppiamente in vantaggio, e la sconfitta in trasferta proprio contro l’Hoffenheim di Julian Nagelsmann (che potrebbe anche candidarsi come nuovo tecnico per la prossima stagione). Segnali di una squadra sconnessa, logorata, distante e svogliata.

Un ruolo importante nel crollo verticale dei bavaresi lo hanno svolto sicuramente un mercato estivo non brillante con i soli acquisti di Tolisso e Rodriguez, l’infortunio di Neuer con conseguente chiamata di Ulreich tra i pali e i continui battibecchi tra Lewandowski (desideroso di partire) e la dirigenza, malumori che inevitabilmente venivano poi portati in campo. Proprio sul campo le idee di Carletto hanno avuto vita breve: il tenere in panchina per due partite in Champions una colonna della difesa come Hummels non è di certo passato inoservato e altri senatori come Robben o Müller non si sono preoccupati di mostrare tutto il loro malumore per le frequenti rotazioni offensive a cui sicuramente non erano abituati.

“Non dirò niente a riguardo. Ogni parola è superflua.”

Ieri sera lo stesso Robben, subito dopo il match contro il PSG, non aveva sicuramente rassicurato i tifosi rispondendo con le parole qua sopra alla richiesta di commentare l’undici iniziale deciso dal tecnico italiano, mostrando quindi tutta la sua disapprovazione per la mancata presenza di Hummels e Ribery, e il netto distacco che si era ormai creato tra spogliatoio e allenatore. Un distacco difficile da immaginare per un tecnico come Ancelotti che nella sua carriera è sempre riuscito ad avere in pugno i propri giocatori per farli rendere al massimo. Lo spogliatoio aveva insomma già deciso il futuro dell’allenatore italiano che paga il primo esonero a stagione in corso della sua carriera e che chiude la sua esperienza tedesca con una Bundesliga e due Supercoppe in bacheca.

Difficile ora immaginare il suo futuro immediato, così come è difficile immaginare il futuro della squadra bavarese che dovrà al più presto ricompattarsi e raccogliere tutti i cocci di un vaso spezzato che può, e deve , venir aggiustato in tempo.

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