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Suicidio sportivo

A 6 partite dalla fine il Palermo è al terzultimo posto della Serie A. 28 punti in 32 partite. 29 gol fatti, 57 subiti. Seconda peggior differenza reti del campionato.
Potrebbe sembrare una sorpresa, dato che solo 12 mesi fa i rosanero chiudevano il campionato con 49 punti (3 in meno del Milan) e 55 gol subiti (già 2 in meno di questa stagione, oltre ai 52 gol fatti, quasi il doppio), ma questa sciagurata annata è soltanto frutto di una ancora più sciagurata serie di decisioni della dirigenza, già a partire dal mercato estivo.
Se la cessione di Dybala era cosa fatta già a maggio, quella di Belotti, attaccante italiano più prolifico del 2016, sembrava e ora più di prima sembra una follia.
Iachini perde in un colpo solo l’attaccante titolare e la sua riserva (liquidata così da Zamparini: ” Djurdjevic è più forte di Belotti”), che vengono rimpiazzati da Gilardino, un 33enne che nella sua avventura-bis a Firenze aveva trovato solo 4 reti, e Djurdjevic, prelevato dal Vitesse, dove aveva segnato 1 gol (UNO) in 25 partite. (In alcune partite viene utilizzato Trajkowski come terminale offensivo, ma allo Zulte Waregem e in nazionale è solito giocare come trequartista o ala.)

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L’imbarazzante confronto tra i due attaccanti di quest’anno, quelli della stagione passata e Belotti al Torino.
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E se Vazquez, il fantasista della squadra, viaggia su medie simili rispetto alla passata stagione, probabilmente la scarsa prolificità sotto porta è proprio frutto della qualità degli attaccanti…

Oltre ai due attaccanti il Palermo perde anche capitan Barreto, tentato dai blucerchiati e dall’Europa; Zamparini ne commenta così la cessione: “Nel calcio sono abituato a prendere delle brutte delusioni, abbiamo fatto un’offerta a Barreto che va al di là delle nostre possibilità, proprio perché sono legato affettivamente al giocatore, ma pazienza, sostituire Barreto sarà semplicissimo”.
In realtà nessun centrocampista rosanero eguaglia capitan Barreto come percentuale di passaggi riusciti e di duelli difensivi vinti.

Il tragicomico campionato del Palermo

Il campionato dei rosanero inizia bene, 2 vittorie ed un pareggio nelle prime 3, al 91esimo contro il Genoa grazie all’incornata di El Kaoutari (ceduto poi al Reims nel mercato di riparazione) e contro l’Udinese nel battesimo dell nuovo Friuli con firma di Luca Rigoni, seguite da un 2 a 2 in rimonta contro il Carpi. Arrivano poi 4 sconfitte di fila che fanno infuriare Zamparini, sebbene fossero contro squadre ben più blasonate: Sassuolo, Milan, Roma e Torino.
Iachini si riprende Palermo espugnando il Dall’ara con gol di Vazquez e strappando un pareggio all’Inter, prima di cadere contro Napoli e Empoli.
Ed è proprio in seguito alla sconfitta con la squadra di Giampaolo che Zamparini lancia l’ultimatum a Iachini:o vinci contro il Chievo o ti esonero.
Il Palermo vince 1 a 0 con gol di Gilardino, ma Zamparini esonera Iachini comunque,chiamando al suo posto Ballardini. È una scelta forte e non condivisa dallo spogliatoio; Vazquez commenta su Twitter: “Mi dispiace tanto per la notizia con la quale mi sono svegliato, però il calcio e questo, pieno di enorme ingiustizia…”; anche Maresca si schiera apertamente con Iachini, Zamparini risponde: “Maresca è un ignorante, dovrebbe informarsi prima di parlare.”
Iachini lascia Palermo con una media punti di 1,17; con questa media i rosanero sarebbero oggi a 37 punti, salvezza tranquilla.
Ballardini esordisce con un pareggio all’olimpico con la Lazio per poi perdere contro la Juventus, ma è la partita di Coppa Italia contro l’Alessandria a dare un’altra svolta alla stagione del Palermo.
La sconfitta per 3-2 al Barbera per mano dell’Alessandria fa infuriare Zamparini, stavolta non è colpa dell’allenatore ma dei giocatori: “Giocatori indegni: vergogna. Ci saranno provvedimenti”.
E i provvedimenti arrivano: Maresca, Rigoni e Daprelà vengono messi fuori squadra; i rapporti con i primi due non erano ottimi, come detto precedentemente Maresca era stato insultato pubblicamente da Zamparini, che aveva anche attaccato apertamente Rigoni dandogli dell'”anziano” e scaturendo la reazione del centrocampista su Instagram.
In un ambiente tutt’altro che armonioso la squadra riesce comunque a fare 6 punti in 5 partite, battendo Frosinone e Hellas Verona. Proprio dopo la vittoria al Bentegodi Sorrentino getta benzina sul già esteso fuoco che aveva contagiato l’ambiente del Palermo: “Ballardini non ha mai parlato con noi. Né prima, né dopo la partita. Quanto successo ha dell’incredibile. La squadra ha giocato e vinto da sola, preparando nel migliore dei modi una partita che valeva sei punti”.
Le dichiarazioni del capitano rosanero convincono Zamparini ad esonerare Ballardini e richiamare Iachini; il tecnico di Ascoli-Piceno rifiuta però la chiamata, costringendo Zamparini a virare su Fabio Viviani,ex assistente di Iachini, scelta più logica avendo già due allenatori a libro paga.
Logica che Zamparini mette da parte per l’ennesima volta in seguito alla sconfitta per 4-0 contro il Genoa, Fabio Viviani viene allontanato e sostituito da Guillermo Barros Schelotto.
Ci sono però dei problemi col tesseramento del “Mellizo”, nel frattempo la guida tecnica passa a Giovanni Bosi, allenatore della primavera del Palermo, poi sostituito da Giovanni Tedesco. Barros Schelotto dirige gli allenamenti ma non gli è concesso dare indicazioni durante la partita, in attesa del’abilitazione del suo patentino da allenatore. Abilitazione che non arriva,causando le dimissioni di Barros Schelotto; Zamparini richiama Bosi per la partita col Torino, persa per 3-1, per poi decidere di tornare con Iachini. In questi due mesi di caos il Palermo conquista 7 punti in 12 partite, peggio dell’Hellas Verona.
Zamparini è convinto che il ritorno di Iachini possa portare tranquillità e armonia all’interno dello spogliatoio: “chiedo perdono per questo mese di caos, che eventi paradossali hanno provocato, con l’allontanamento di Ballardini e Schelotto: spero che non tutti i mali vengano per nuocere poiché il caos, dovuto anche a mie errate valutazioni ed incomprensioni con Iachini, ha permesso di ricomporre un matrimonio con lo stesso Beppe, che spero, con la massima collaborazione di entrambi, ci riporti ai successi che Palermo merita”.
La riappacificazione dura però appena 3 partite, dopo la sconfitta con l’Inter Zamparini critica apertamente Iachini: “Il modo di giocare di Iachini non lo approvo in maniera assoluta. Deve capire che il Palermo deve giocare a calcio, noi non stiamo giocando a calcio”; il tecnico di Ascoli Piceno non digerisce le critiche (“Con Zamparini non c’era più condivisione del progetto. Ho una dignità come uomo e come professionista. Le critiche di questi giorni sono state davvero esagerate”) e rassegna le dimissioni.
Dopo una giornata di contestazioni, con  l’ingresso del centro sportivo di Boccadifalco presidiato dalla polizia, Zamparini decide, in seguito al no di Ballardini, di chiamare Walter Novellino.
L’avventura dell’ex tecnico del Modena dura appena 4 partite, 1 punto solo e due pesanti sconfitte con Chievo e Lazio convincono Zamparini ad allontanarlo:”Nelle ultime partite siamo stati inguardabili, ha fatto un punto in quattro partite. Non è stato facile, gli voglio bene ma è un po attempato” e di richiamare Ballardini.
Il tecnico nativo di Ravenna ha deciso di tornare alla guida di un Palermo completamente allo sbando, che non vince dal 24 gennaio e che, a detta del suo presidente, è “già con un piede in serie B”.

Confusione tattica

Avendo cambiato 6 allenatori 11 volte non è possibile definire tatticamente lo stile di gioco del Palermo, che ha provato praticamente ogni disposizione tattica dall’inizio del campionato ad oggi.

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In 32 partite il Palermo è sceso in campo con 8 moduli diversi, ripetendo lo stesso modulo per più di 3 occasioni di fila una volta sola, ad inizio stagione con Iachini.

Per rincarare la dose, nella sessione del mercato di gennaio, sono state fatte operazioni senza alcun tipo di logica, rimpiazzando i giocatori ceduti (Rigoni ed El Kaoutari su tutti) con sostituti non all’altezza, che infatti sono partiti titolari solo 2 volte nelle successive partite (1 volta Cionek ed 1 volta Cristante).
Ad oggi nello scacchiere tattico rosanero sono partiti dal primo minuto 29 giocatori diversi, tutta la rosa praticamente; in altre parole sono 32 giornate che i vari allenatori stanno cercando senza successo la quadratura del cerchio, un modulo e dei giocatori su cui basare la propria idea di gioco. Questa continua sperimentazione non fa altro che danneggiare ulteriormente un ambiente già pessimo, non dando alcune garanzie; esempio lampante ne è El Kaoutari, passato in pochi mesi da titolare fisso (con Iachini) a elemento in esubero e quindi cedibile.

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I giocatori partiti titolari almeno una volta in questo campionato. Confusione totale.

Ad oggi il Palermo, nonostante una rosa qualitativamente da salvezza tranquilla, è una delle maggiori candidate alla caduta in serie B.
I pessimi risultati sono la punta dell’iceberg di una società completamente allo sbando; le follie di Zamparini stanno portando ad una retrocessione tutt’altro che pronosticabile ad inizio stagione, anche i giocatori qualitativamente di un’altra categoria (leggi alla voce Franco Vazquez) sono risucchiati dentro un ciclone di insicurezza tattica e completa carenza di idee di gioco.

Se in 45 minuti non entri nemmeno in area dell’avversario…

È sempre troppo facile trovare un colpevole che paghi per tutti, come ha fatto Zamparini esonerando allenatori e mettendo giocatori fuori squadra; ma in questo caso è forse troppo difficile cercare altri responsabili, il presidente ha commesso troppi errori a partire dal calciomercato passando per 11 cambi di allenatore (in media 1 ogni 3 giornate!!!), errori che mettono in secondo piano le responsabilità oggettive di allenatori e giocatori; oggi, e ormai da 4 mesi, Palermo è una piazza confusionaria ed infernale.
Confusione che a questo punto può essere risolta soltanto con il già annunciato addio di Zamparini a fine stagione; ma chi la vuole comprare una squadra che naviga in queste cattive acque?

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