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SPAL: il calcio a Ferrara

Una società con una storia particolare, una storia unica. Questo entusiasmo che si percepisce si è creato con il duro lavoro, con i sacrifici. Aver risvegliato un popolo, dopo anni di fallimenti, mi riempie di orgoglio.

[Leonardo Semplici]

S.P.A.L 2013, “Società Polisportiva Ars et Labor”.

Ferrara, comune italiano, capoluogo di provincia che ospita 132.000 anime. Il Castello Estense fa da splendida cornice ad uno sciame di studenti universitari che si recano in aula quotidianamente.

Stadio e tifosi

In Corso Piave, al civico 48, si erige un’altra interessante opera architettonica dalla pianta rettangolare. Lo Stadio Paolo Mazza. La dimora calcistica della SPAL, casa dello sport della città di Ferrara. Uno stadio più all’avanguardia di molte altre strutture all’interno dello stivale, paradossale pensare che sia di proprietà di una neopromossa nel massimo campionato. Molto accogliente e sembianze inglesi, ottimo tifo e buona affluenza di pubblico. A giorno d’oggi, come il Regno Unito insegna, i guadagni societari si basano sulla fidelizzazione degli appassionati. Campagne marketing, vendita dei gadget ufficiali e presenza allo stadio sono elementi fondamentali per lo sviluppo di un club. Nel suo piccolo, la realtà SPAL, cerca di seguire queste linee guida, in modo tale da poter galleggiare a lungo in Serie A, nonostante i risultati sportivi non sembrano di buonissimo auspicio.

Il Paolo Mazza, dedicato all’allenatore scomparso nel 1981, viene inaugurato nel lontano 1928 ed entra nella classifica dei 5 stadi più antichi del nostro calcio. Il progetto dell’ingegner Carlo Savonuzzi prende vita per la prima volta ospitando l’amichevole tra SPAL e Modena, dove i 4000 tifosi possono assistere allo spettacolo seduti sui posti parterre, nei pressi del prato verde. Durante il corso degli anni la capienza viene costantemente cambiata, raggiungendo il suo picco massimo nel 1951 con 25000 posti a sedere. A seguito della doppia promozione tra il 2016 e il 2017, lo stadio viene nuovamente ristrutturato, fino a raggiungere le sembianze attuali. 13100 posti, l’eliminazione dell’area parterre e la consueta divisione in 4 zone. Tribuna Sud, Gradinata Nord, Curva Est e Curva Ovest. Proprio quest’ultima corrisponde al settore che ospita il tifo organizzato ferrarese, molto attivo durante le partite casalinghe.

Storia del club, tra passato e presente

Pensare alla SPAL come una nuova realtà all’interno di un panorama tritacarne come quello della Lega Calcio è una concezione sbagliata. Per ben 22 edizioni, infatti, il sodalizio ha partecipato al massimo campionato italiano, con risultati altalenanti. Sicuramente, la storia passata, è quella che ha portato molte più soddisfazioni in Emilia-Romagna a livello di trionfi sportivi. Il palmares biancazzurro presenta: 2 campionati di Serie B, 1 Coppa Italia Serie C, 1 Supercoppa Lega Pro. Niente male per una società che ha vissuto periodi travagliati a livello societario per tutto il corso della propria esistenza. Non a caso il nome ufficiale della squadra corrisponde a SPAL 2013. La costituzione principale del sodalizio è datata al 1907, per poi essere protagonista di una rifondazione nel 2005 e nel 2012. Durante il tortuoso percorso, però, la società ha sempre potuto sorreggersi su due colonne portanti, rimaste immutate nel tempo. Il tifo, come già detto precedentemente, e i colori sociali. Bianco come il paradiso e azzurro come il cielo. Lo stemma ufficiale societario è costituito da uno scudo ovale con la scritta “S.P.A.L”, su uno sfondo che riprende le tonalità cromatiche della squadra.

La squadra oggi

Adesso iniziano le noti dolente, penserete. Siamo tutti d’accordo, la SPAL non sta facendo un ottimo campionato e ad oggi sarebbe retrocessa nella categoria minore, solamente dopo una stagione. Ragionando sugli schemi tattici e sui componenti della rosa, però, è bene credere al fatto che la squadra allenata da Semplici potesse avere dei punti in più. I calciatori per giocarsi una salvezza possono considerarsi sufficienti, o per meglio dire, non hanno niente da invidiare rispetto ad alcune squadre meglio posizionate. L’inesperienza paga sempre, è vero, ma sicuri che possa essere il caso della società di Ferrara? Paloschi, Viviani, Borriello, prima di sparire dal radar, Antenucci e Felipe. Tutti giocatori che hanno già affrontato un campionato di Serie A mettendo in mostra, senza dubbio, ottime giocate. Per non tralasciare giovani promettenti come Meret, anche se in prestito, Lazzari, uno dei migliori fluidificanti del nostro campionato, o gente come Vicari e Mattiello. Le armi per combattere ci sono, ci sono anche dei dubbi sullo schieramento della corazzata a difesa delle mura cittadine. In diverse situazioni, però, abbiamo visto una SPAL in grado di mettere in difficoltà qualsiasi squadra, vedi Inter, Torino e Udinese, grazie all’imprevedibilità del delicatissimo piede di Viviani e della ferocia agonistica di capitan Antenucci. Indubbiamente la lotta per la salvezza vedrà i biancazzurri protagonisti fino alle ultime battaglie, senza mai darsi per vinti, e consapevoli delle loro potenzialità. L’antidoto? Un minimo di autostima e una maggiore attenzione negli avvii di gara dove la SPAL subisce sempre tanto, troppo.

A prescindere da come andrà a finire questa stagione, possiamo considerare il calcio a Ferrara più vivo che mai. Buonissime infrastrutture, ottimo scheletro societario e un palmares di tutto rispetto, per una città che ospita 132.000 persone, sono sintomo di una passione e di un calore che, nonostante il viavai dei presidenti, tengono vivi i tifosi da più di 100 anni.

Il calcio a Ferrara è dipinto del colore del paradiso e del cielo, difesa da uno scudo ovale, con impressa, da sempre, la scritta S.P.A.L, Società Polisportiva Ars et Labor.

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