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Sono il signor Koeman, risolvo problemi

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Frank  Rijkaard, Ronald Koeman con il fratello Erwin, e Ruud Gullit.

A Genova, sponda blucerchiata, probabilmente qualcuno ancora non ha digerito quel maledetto fischio del direttore di gara; di fatto sia Eugenio Bonetti che Eusebio Sancristan entrano in maniera eccessivamente aggressiva, ma l’arbitro assegna il calcio di punizione al Barcellona. Minuto 112 della finale di Champions 1992, Barcellona-Sampdoria.
Koeman trasformerà poi la punizione; Barcellona campione d’Europa a Wembley.

la decide così Koeman, a 8 dalla fine dei supplementari.

Forse non è un caso che il Barcellona alzò il trofeo delle grandi orecchie proprio in Inghilterra, terra divenuta recentemente un albergo per i migliori allenatori d’Europa: Pep Guardiola e Josè Mourihno, Conte e Klopp, ma anche Ronald Koeman, l’eroe di Wembley.
Non è una novità per l’olandese lavorare assieme all’elite del calcio europeo, 193 gol in carriera da difensore centrale, anima dell’Ajax e del Barcellona.
A Barcellona veniva soprannominato Tintin per l’incredibile somiglianza con il personaggio del fumetto di Hergè,  Koeman nell’immaginario collettivo è il tipico olandese, pallido, capelli biondi, lentiggini.tintin

E se la determinante del calcio olandese è abbracciare l’universalismo, rifiutare di essere qualcosa di semplice ed ordinario, Koeman è l’incarnazione perfetta di questa filosofia.
Non a caso è stato plasmato da un altro olandese: “Johann Cruyff ha influenzato più di tutti la mia carriera.” allenatore per il quale “Tintin” ha giocato ad Amsterdam ed a Barcellona, nel “dream-team” degli anni 90. “A mio parere il miglior insegnante è quello che ha fatto parte dell’elite del calcio mondiale.”.

Se la mette così ha fatto più che bene l’Everton ad assicurarsi un allenatore con un palmares di 8 campionati e un paio di coppe Europee, oltre che l´Europeo del 1988

Non si è mai risparmiato Koeman, tanti inglesi lo ricorderanno per la punizione che insacca alle spalle di Seaman nel mondiale del 1994, 5 minuti dopo essere stato graziato dall’arbitro dopo un fallaccio su David Platt.
“Aveva una allergia alla sconfitta, Ronald era facile da allenare perchè aveva un bisogno estremo di vincere,” ricorda Guus Hiddink, allenatore del PSV dello storico treble del 1998. “Gli piaceva andare al limite di ciò che gli era permesso.”

Era proprio durante il treble che Koeman veniva squalificato per avere dichiarato pubblicamente  che il suo compagno Hans Gilhaus infortunò volontariamente Juan Tigana, star del Bordeaux eliminato ai quarti di finale.
Ma sconta la qualifica appena in tempo per segnare il rigore decisivo in finale.

Un mese dopo, dopo aver sconfitto gli acerrimi rivali della Germania Ovest nella semifinale dell’europeo, Koeman scambia la maglia con Thon per poi fingere di utilizzarla come carta igienica.Quando gli venne chiesto se rimpiangeva quel gesto, rispose di no senza nemmeno pensarci.

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Koeman e la maglietta della Germania.

A Barcellona il 31enne Koeman fu il primo mentore di Guardiola: “Cruyff mi disse che dovevo occuparmi di questo ragazzino, dovevo aiutarlo a crescere. Diventammo compagni di stanza, Pep aveva una fame insaziabile di informazioni, spendevamo ore ed ore a parlare di calcio. C’erano mesi nei quali passavo più tempo con lui che con mia moglie!”

Avendo seguito attentamente i metodi di allenamento di Cruyff per quasi un decennio, era inevitabile che Koeman, una volta finito di giocare, diventasse allenatore.
Divenne parte del “Cruyffiano” team di Hiddink, assieme a Neeskins e Rijkaard, per il mondiale del 1998, dove gli oranje furono senz’altro una delle squadre migliori, almeno fino a quando non decisero di autodistruggersi in semifinale.

Seguì il ritorno a Barcellona, Ronald era parte della “coaching class” al servizio di Van Gaal che sta dominando il calcio Europeo e lo farà per altri vent’anni; assieme a lui un giovane Josè Mourihno. I due non hanno smesso di sentirsi :”Jose è un buon amico ed un grande allenatore, è stato bello condividere con lui il periodo a Barcellona e sarà altrettanto bello giocarci contro.”
In quel Barcellona il vecchio compagno di stanza Guardiola era diventato capitano.
Ah, c’erano anche Frank de Boer, Luis Enrique e Philip Cocu a completare il quadro di futuri allenatori.

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Van Gaal, Koeman, Mourihno e Frans Hoek.

Il primo lavoro da manager fu nella sua Olanda, al Vitesse. Da qui inizia un decennio che Koeman passa in sei squadre e tre paesi, un lento processo di formazione.
Tornò successivamente ad Amsterdam, prendendo nel dicembre 2001 l’Ajax per poi portarlo a vincere il doble sei mesi dopo, prima persona a vincere campionato e coppa d’Olanda sia da allenatore che da giocatore. Trionfò di nuovo due anni dopo in quel nostalgico Ajax di Van der Vaart, Sneijder, Chivu e Ibrahimovic.

Nell’unica stagione al PSV vinse uno dei campionati più memorabili in Olanda; ultima giornata del campionato 2006/2007, AZ, Ajax e PSV avevano tutti lo stesso numero di punti.
A sorpresa l’AZ Alkmaar uscì sconfitto 3-2 da un ormai retrocesso Excelsior, divenne cosi una sfida a due Ajax-PSV che Koeman vinse grazie alla differenza reti, Vitesse distrutto 5-1 e titolo vinto per un gol in più dei lanceri.
Il fondamentae quinto gol porta la firma di Philippe Cocu, ormai 36enne: “Subito dopo il triplice fischio Philip venne da me e mi disse che i giocatori lo avevano fatto per me.”

Un finale di campionato da tachicardia.

Un climax mozzafiato, forse uno dei più bei finali di stagione di sempre, ma il PSV aveva 11 punti di vantaggio a Natale.
Nonostante il trofeo vinto molte persone avevano più di qualche dubbio sull’effettiva capacità di Koeman. Dubbi rafforzati dall’esperienza a Valencia, dove vinse una coppa del Re ma venne esonerato ad aprile perchè a soli a due punti dalla zona retrocessione.
Seguì un altra catastrofica esperienza ad Alkmaar, esonerato dopo 23 partite.

Ma, dopo un decennio di esperienze brevi, finalmente arriva da Rotterdam la proposta di un progetto a lungo termine.
Koeman arriva al Feyenoord in uno dei peggiori momenti della storia del club, che aveva toccato il fondo nella sconfitta 10-0 contro il PSV nella stagione precedente.49855
Lo stadio era semivuoto, le stelle della squadra, Wijnaldum e Fer, avevano abbandonato la nave; il Feyenoord era in caduta libera.
In 3 stagioni Koeman ricostruisce la società; due secondi posti grazie all’apporto dei giovani: con Koeman il vivaio dei biancorossi fu votato ogni anno come il migliore della nazione, con ogni anno nuovi talenti ad aiutare la risalita. “Credo che per iniziare una casa bisogna iniziare dalle fondamenta, non dal tetto.”

 

Prima della sua ultima partita, in Agosto 2014, venne premiato dalla dirigenza con una onoreficenza, qualcosa mai offerto prima ad un allenatore. Jordi Clasie, giovane giocatore che passò dall’accademia alla fascia da capitano grazie all’allenatore olandese, era in lacrime mentre Koeman dava il suo discorso d’addio: “mi ha cresciuto, mi ha insegnato come essere un leader e mi ha fatto diventare un giocatore migliore. Non lo dimenticherò mai.”

L’addio di Koeman dal Feyenoord, tutti in piedi.

Arriva a Southampton con la squadra in condizioni simili al Feyenoord del 2011; Adam Lallana, Luke Shaw, Dejan Lovren e Calum Chambers erano stati acquistati dalle big della Premier. Il Southampton si era privato della sua spina dorsale e gran parte dei bookmakers lo davano come possibile candidato alla retrocessione.

Invece di colare a picco, il Southampton cresce ancora; dopo l’ottavo posto di Pochettino, Koeman arriva settimo e poi sesto l’anno successivo, coadiuvando risultati con un gioco bello da vedere.
Un calcio ordinato, disciplinato e pragmatico, con una vistosa impronta dell’allenatore. Nessun trofeo, ma tanti apprezzamenti.

I gol del Southampton nella scorsa stagione.

Ha stupito molto la decisione di allenare l’Everton; la squadra blu del Merseyside aveva finito la stagione cinque posizioni dietro il Southampton e John Stones era già promesso al Manchester City.
Ma Koeman era sicuro della sua scelta: “Se non avessi visto tutta questa ambizione non sarei venuto qui.”
Troppo presto per poter giudicare l’operato di Koeman, ma la difesa dell’Everton è nettamente migliorata dall’anno scorso (aveva concluso come sesta peggiore del campionato); l’olandese ha dato un segnale forte a Ross Barkley, idolo dei tifosi, togliendolo al 45esimo e criticandolo pubblicamente: “deve migliorare su tutti gli aspetti.”

Sono stati banditi dalle trasferte i cappellini da baseball e le cuffie, i giovani prospetti come Tom Davies e Mason Holgate stanno avendo un elevato minutaggio e i rinforzi di mercato, Ashley Williams e Idrissa Gueye, si stanno rivelando più che azzeccati.
Insomma, nemmeno 2 mesi e l’impronta di Koeman è già indelebile.

Il Koeman calciatore ha percorso la strada più veloce e diretta per arrivare nel gotha del calcio europeo, come allenatore, invece, l’olandese sta prendendo un sentiero più lento e suggestivo, probabilmente perchè non può entrare in campo a battere le punizioni.

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Forse l’orologio stona un pò, ma che classe.

Ciuffo biondo sempre al suo posto, abito elegante, Koeman cammina a grandi passi delimitando la sua area tecnica. Sembra quasi un uomo d’affari che interviene per salvare le aziende in crisi. E in un certo senso è stato così a Rotterdam, a Southampton e per ora anche a Liverpool: c’è un problema? lo risolve Koeman.

 

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