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La complicata estate del Real Madrid

Un vecchio comico americano una volta recitò la seguente frase: “Cambiare è difficile, non cambiare è fatale”, affermazione che sembra poter quasi descrivere e giustificare il periodo che stanno vivendo a Madrid. Il passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juve è infatti “solo” l’ultima vicissitudine che il Real ha dovuto gestire in questo inizio burrascoso d’estate. Un susseguirsi di scenari (e cambiamenti) che si sono delineati dopo la vittoria della tredicesima Champions League lo scorso 26 maggio e che sembravano dover essere di caratura minore rispetto a ciò che poi si è realmente verificato. Il Real si trova nel vortice di una ben netta rivoluzione, tanto impronosticabile quanto incerta e che rischia di mettere a dura prova la stabilità del secondo regno di Florentino Perez. Questa breve riflessione vuole rifarsi a tre punti cruciali: allenatore, cessione di CR7 e il suo sostituto.

La questione Zidane

A pochi giorni dal trionfo di Kiev, il mondo blancos è stato scosso dalle inaspettate dimissioni di Zinedine Zidane, che ha deciso di concludere da vincente il suo ciclo durato due anni e mezzo. Sicuramente il palmares conquistato parla da solo: tre Champions su tutti, più una Liga, una Supercoppa di Spagna, due Supercoppe Uefa e due Mondiali per Club,  condito a posteriori però, anche dalla vaga sensazione che forse lui sapesse già che fosse arrivato il momento per il Real di cominciare un nuovo percorso e che probabilmente Ronaldo non ne avrebbe fatto parte.

 

Florentino Perez, di certo non nuovo a dover gestire simili situazioni, è dovuto correre subito ai ripari, conscio del fatto che non sarebbe stato possibile raggiungere un accordo con i top allenatori europei. I vari Conte, Allegri, Pochettino si trovavano in situazioni troppo complicate con i rispettivi club per poterli liberare, ed inoltre la linea seguita dalla direzione sportiva del Real rimane ancora quella di ingaggiare allenatori spagnoli o personalità che hanno avuto la possibilità di vivere già il Madridismo (es. i rumors su Guti). Ecco quindi che il 12 giugno, vigilia del Mondiale russo, da Madrid sganciano la seconda bomba estiva annunciando l’accordo con Julen Lopetegui, all’epoca ct delle Furie Rosse. Un tweet che lasciò tutti a bocca aperta, considerando il fatto che c’era un Mondiale da giocare e che la Federazione spagnola non poteva di certo prendere bene un’uscita del genere. La conseguenza logica? l’esonero in giornata di Lopetegui e due milioni di clausola rescissoria versati nelle casse della Federazione. Una scelta di forza da parte di Florentino Perez, una scelta obbligata per dimostrare a tutti l’immediato rinnovamento a casa Madrid.

L’addio di Ronaldo

Se sul fronte allenatore Florentino è riuscito a rattoppare in fretta e furia, evitando ingenti perdite d’acqua, la nave merengue ha subito gravi danni sul fronte Cristiano Ronaldo
I dissapori tra CR7 e Perez iniziano ben prima di questa estate, e in ballo c’è sempre stata la richiesta di un aumento di ingaggio da parte della star portoghese, da sempre “infastidita” che i colleghi avversari Messi e Neymar guadagnassero più di lui. Fonti certe possono però affermare che la definitiva rottura si sia verificata verso marzo di quest’anno, quando Ronaldo si vide coinvolto nella scottante vicenda con il fisco spagnolo. A detta sua Ronaldo non si è sentito protetto e difeso a dovere dal Real e anzi, ha dovuto gestire il processo in prima persona venendo anche condannato; al di là della condanna, forse inevitabile, i rapporti si sono incrinati più per la sensazione della star portoghese di non aver ricevuto supporto, di essersi dovuto difendere da solo.
La questione fisco fa trasparire inoltre un ulteriore motivazione sul perchè Ronaldo abbia scelto l’Italia, patria di agevolazioni fiscali per persone estere. Si può quindi pensare che Ronaldo avesse già deciso di abbandonare il Real e, conseguentemente, è più che probabile che lo stesso Florentino fosse conscio dell’intenzione di CR7, sebbene avesse fino all’ultimo tentato di forzare un compromesso. 
Un tira e molla tra i due, in cui nessuno voleva assumersi la responsabilità dell’addio,che vede, da questo punto di vista, trionfare Florentino, vista l’emozionante lettere apparsa sul sito ufficiale del Real e firmata Cristiano Ronaldo.  Tra i due litiganti, la Juve gode, furba e rapace, unica pronta ad accoglierlo, vista anche l’impossibilità di PSG e United di intavolare una trattativa e supportata dal giorno uno da Jorge Mendes, che aveva subito fiutato la buona possibilità di riuscita dell’affare.

 

“Gracias a todos y, por supuesto, como dije aquella primera vez en nuestro estadio hace 9 años: ¡Hala Madrid!”

“Grazie a tutti e , ovviamente, come dissi quella prima volta nel nostro stadio 9 anni fa: Hala Madrid!” 

[Cristiano Ronaldo, dalla lettera pubblicata sul sito ufficiale del Real Madrid]

Un colpo al cuore dei tifosi che si erano già preoccupati dopo le dichiarazioni del portoghese alla fine della finale di Kiev, un’operazione difficile da mandare giù per tutti, motivo per cui il presidente non voleva passare per colui che aveva fatto fuggire una delle icone calcistiche del XXI secolo, pur avendo di fatto concluso, economicamente parlando, un affare decisamente vantaggioso per le casse del Club, ottenendo una plusvalenza interessante per un giocatore di 33 anni.

E adesso?

Inevitabilmente, tutto il mondo madrileno rivolge il suo pensiero a chi sarà il sostituto di Ronaldo. È sicuramente inutile dire che l’erede naturale del cinque volte Pallone d’oro ad oggi non esiste, ed il più vicino ad esserlo, soprattutto a livello di marketing ed introiti, Neymar , difficilmente si muoverà da Parigi. Lo stesso discorso può valere anche per il collega Mbappè, forse il talento più cristallino in Europa, del quale ovviamente il PSG non vuole privarsene dopo solo un’anno, con il francese, fresco vincitore della Coppa del Mondo che ha di fatto congelato la pista promettendo di restare all’ombra della Torre Eiffel, almeno per un’altra stagione.
Sulla lista dei possibili sostituti ci sono anche Harry Kane, fresco di rinnovo col Tottenham, ma che sicuramente si avvicina statisticamente per colmare quel gap di circa 40 gol a stagione lasciato vuoto da Ronaldo, e Robert Lewandowski, in rottura totale con il Bayern e in cerca di rinascita altrove. Un quinto ed ultimo profilo interessante tornato pesantemente di moda dopo le cristalline performance mondiali è quello di Eden Hazard, star del Chelsea che non ha mai negato il suo interesse per il Real e che anzi, ha ammiccato subito dopo aver ricevuto la medaglia di bronzo al Mondiale:”Dopo sei anni al Chelsea vorrei provare qualcosa di nuovo”. Un giocatore interessante per età, duttilità e tecnica che potrebbe ben sposarsi con l’idea di calcio di Lopetegui.  I tifosi insomma,  aspettano il grande colpo, uno stesso grande giocatore che come Ronaldo 9 anni fa, sia pronto a mantenere viva la dinastia blanca soprattutto in Europa, in fondo i cosiddetti “anni sabbatici” da quelle parti non sono mai andati di gran moda. Tutto questo inoltre si sviluppa parallelamente a tutto il resto della finestra trasferimenti, passando dai possibili addii di Benzema e Bale al resto del mercato in entrata, che ha già visto l’arrivo di Odriozola, al quale sembra potersi aggiungere Thibaut Courtois.

Vedremo come si svilupperanno le mosse di mercato, e vedremo soprattutto se quella frase citata all’inizio di questo articolo rispecchierà la verità e darà credito a tutto questo turbinio creatosi in cosi poco tempo.

Quello che è certo è che a Madrid, negli ultimi anni, hanno vissuto decisamente estati più tranquille.

 

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