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“Andate a prendervi un bel caffè e non preoccupatevi di noi, che stiamo benissimo” Così il presidente del Psg, Nasser Al-Khelaifi, cerca di spegnere le martellanti critiche sull’apparentemente illogico e insostenibile affare Neymar.
222 milioni di clausola rescissoria e 30 milioni annui al brasiliano, ogni tipo di record disintegrato per un’operazione che tutt’ora si fa fatica a concepire.
Ma puó il PSG permettersi Neymar?
Teoricamente sí, la proprietá, vista l’esagerata disponibilitá economica, puó aggiungere senza eccessivi sforzi il brasiliano alla giá estesa collezione di stelle.
Sulla carta i club non hanno un preciso limite di spesa nell’acquisto di giocatori, ma devono attenersi allo slogan: “non si puó spendere piú di quanto si guadagna.”
Una riforma, quella del Fair Play Finanziario, vecchia di 10 anni ed inizialmente varata per controllare i debiti delle societá, che si sta in realtá dimostrando inadeguata e troppo flessibile.
Le norme del FPF, che ora si occupano principalmente di monitorare le perdite dei club, prevedono di esaminare i bilanci su un periodo triennale. I club possono presentare senza conseguenze una perdita massima di 30 milioni di euro.
In caso di mancato rispetto delle norme FIFA si ricorre a svariate sanzioni; lo stesso PSG nel 2014, in seguito alle illegittime iniezioni di denaro da parte di sponsor qatarioti (in particolare una mega-sponsorizzazione da parte della Qatar Tourism Authority), subí una multa di 60 milioni di euro (poi ridotta a 20) ed un limite di 21 giocatori alla lista UEFA (rispetto ai 25 di ogni altra squadra.)
Il precedente creatosi non piú di 3 anni fa ha fatto sí che il PSG avesse gli occhi del FPF puntati, nell’eventualitá di un nuovo tentativo di aggiramento delle norme; inizialmente si parlava di una super-sponsorizzazione del Comitato Organizzativo dei Mondiali in Qatar 2022 di 300 milioni di euro, per fare di Neymar un ambasciatore dell’evento.
Notizia successivamente smentita e probabilmente falsa vista l’effettiva riuscita dell’operazione senza alcuna analisi preventiva della UEFA.

Effettivamente l’acquisto piú costoso della storia del calcio è tutt’altro che follia; analizzando gli ultimi bilanci noti il PSG (2014/15 e 2015/16), nonostante il taglio delle sponsorizzazioni voluto dall’Uefa, è riuscito a chiudere entrambe le annate con un attivo di 10 milioni circa; inoltre, facendo una stima a grandi linee di quello del 2016/17, ci si aspetta un attivo ancora piú netto. (Cessioni di David Luiz, Digne ed Ibrahimovic con relativo massiccio risparmio sul monte ingaggi, stima complessiva di +50 milioni circa)
Aggiungendo l’indotto economico che andrá a creare il “brand” Neymar (pare che le maglie siano giá state esaurite dopo un giorno) e il valore prettamente tecnico dell’innesto, (parliamo di un 25enne che è probabilmente tra i 3 calciatori piú forti al mondo) l’operazione Neymar si configura piú come rischio calcolato che come follia.

Ma quanto andrebbe a pesare sul bilancio il solo Neymar?

Sebbene la clausola debba essere pagata per intero in una singola tranche, a bilancio l’esborso puó essere ammortizzato sulla lunghezza del contratto, in altre parole è possibile “spalmare” i 222 milioni in 5 anni (lunghezza del contratto di Ney), diluendo il costo annuale a “soli” 44,4 milioni.
A questo va aggiunto lo stipendio lordo (circa il doppio dei 30 milioni netti che andrá a percepire), con un costo totale annuale che si va ad assestare intorno ai 100 milioni.

Dunque, tornando alla domanda di prima: puó il PSG permettersi Neymar?

La risposta è sí. Per evitare le sanzioni i parigini, forti dei 10 milioni di attivo dell’annata 15/16 e dei 50 milioni di quella 16/17, possono permettersi di chiudere il bilancio con 90 milioni di passivo. (60 milioni di attivo delle due stagioni passate + 30 di possibile passivo nel bilancio triennale secondo le norme del FPF.)
Un obiettivo tutt’altro che irraggiungibile per il PSG, vista anche la nuova enorme visibilitá mediatica e la inevitabile impennata nel merchandising.
Ovviamente Neymar peserá anche nei successivi bilanci, con il PSG che si vedrá probabilmente costretto a non investire troppo, ma tutto sommato è un’operazione piú che vantaggiosa; e la profezia di Al Khelaifi ( “Sono sicuro che con lui guadagneremo più soldi di quanto lo abbiamo pagato”) è tutt’altro che fantascienza.

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