Vai al contenuto

Massimo Maccarone bomber di provincia

Sul nostro profilo Instagram vi abbiamo chiesto quale fosse il giocatore che più rappresentasse il prototipo di “bomber di provincia”. I risultati hanno incoronato Massimo Maccarone come vincitore. Scopriamo di più sulla sua carriera da attaccante da area di rigore capace di rapire i cuori dei tifosi.

Risultati immagini per maccarone da giovane
Foto: stadiotardini.it

La figura dell’attaccante moderno, visto come supporto alla manovra corale di squadra, si discosta nettamente dal classico ruolo del centravanti delineato tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo secolo. E quindi, abituati agli scarpini sgargianti dei giocatori attuali, non è cosa semplice ritrarre il concetto del bomber di provincia, nonché dell’attaccante che si rotola nel fango con il solo obiettivo di gonfiare la rete.

Identikit

Caratteristiche essenziali: numero 9, calzettone possibilmente basso, attaccare la profondità ed esultare come se ogni gol fosse quello decisivo per la vittoria della Champions League. Il nettare essenziale del bomber di provincia si racchiude nel movimento oscillatorio necessario per calciare la palla in rete e far vincere la propria squadra.

Al più delle volte egoista, magari anche goffo nelle movenze e impacciato a tal punto da destabilizzare le retrovie avversarie, conscie di non riuscire ad arginare il potenziale delle onde del mare che si stanno agitando. Il concetto di base è psicologicamente inverso alla filosofia del calcio dell’andare incontro al pallone. Nel caso del bomber di provincia è proprio la sfera di cuoio ad inseguire il giocatore, polo negativo e polo positivo, fisicamente inseparabili se non per volontà dell’attaccante che decide di liberarsi della sua metà per ferire i sentimenti dei tifosi avversari.

Settore ospite esultanza
Foto: foxsports.it

Nel corso della storia, la figura dell’attaccante “sporco” rappresenta il simbolo di un’ideologia e un attaccamento morboso alla maglia. L’attaccante non è solo l’uomo copertina, ma è la personificazione delle grida dei bambini e dei pianti dei supporters, è il canale diretto con cui la gente, il popolo, riesce ad interagire concretamente con gli attori protagonisti. Il centravanti è sindacalista e portavoce del sacrificio che spinge i tifosi a seguire la propria squadra la domenica sera in trasferta, con temperature artiche, e magari tornare a casa sconsolati per aver subito una sconfitta.

Il bomber di provincia non è un giocatore, ma una vibrazione vitale, uno status quo necessario per redigere il testamento del calcio e tramandarlo di generazione in generazione.

Big Mac

Tra le peculiarità del bomber di provincia, ad elevarne il concetto, parte sul filo del fuorigioco Massimo Maccarone. Attanagliato dall’essenza dell’attaccante d’area di rigore, la sua carriera rappresenta una completa evoluzione darwiniana: sopravvive chi si riesce ad adattare. Così, con la nascita del difensore-regista, viene al mondo anche “l’attaccante moderno”, quello che supporta, che crea, senza dar troppo peso alla finalizzazione.

Maccarone, però, di natura non è un giocatore dagli scarpini fluorescenti e dal tocco di suola, bensì un famelico attaccante vecchio stampo, in grado di reinventarsi per non essere mangiato dagli squali, ma di non snaturarsi perdendo così le sue caratteristiche principali.

La nuova creatura che attanaglia il ruolo dell’attaccante passa dalle gambe di Big Mac. Il soprannome, attribuitogli per assonanza fonica, è personificazione della carriera di Maccarone, strato dopo strato, fino a divenire un centravanti perfetto, colmo di esperienza ed apprezzamento. Amato da tutti, disprezzato perché rimane indigesto alle tifoserie avversarie, così il piemontese riesce ad ampliare il proprio bagaglio culturale e tecnico.

Maccarone Middlesbrough
Foto: dailymail.co.uk

Gli hooligans che popolavano il Riverside Stadium accorrevano numerosi per godere di quella follia puerile italiana. La doppia esperienza con la maglia del Boro è olio lubrificante per le articolazioni e quello che riesce ad estrapolare dalla contea di North Yorkshire è la cattiveria agonistica tipica del calcio inglese, peculiarità motivazionale intrinseca e necessaria per fare il salto di qualità. Così, all’istinto killer si aggiungono il tiro da fuori area e la consapevolezza di poter decidere le partite da solo.

Massimo Maccarone è la più affidabile rappresentazione del ciclo vitale del bomber di provincia: nascita, lenta ascesa, definitiva esplosione attorno ai 30 anni e declino. Perché la caratteristica essenziale del centravanti è la lucidità mentale, unita al dono concesso da madre natura. O lo sei, o non lo sei, e se lo sei devi essere focalizzato su quei due pali e su quella traversa per 90 minuti.

Riesumando l’evoluzione darwiniana sopracitata, il tempo conduce a cambiamenti inevitabili nell’essere umano e la bravura delle persone è racchiusa nel concetto di adattamento. Per questo Maccarone, soprattutto nel periodo in cui è stato abbracciato dal calore toscano, riesce ad aggiungere il tiro dalla lunga distanza al proprio bagaglio tecnico. Un fondamentale essenziale nel gioco del calcio basato sulla ripartenza bassa e su un minor frequente utilizzo dei traversoni dal fondo. Il gol rocambolesco e di confusione si trova nella fase di massima saturazione, non è più apprezzato, perché per essere considerati attaccanti si deve saper segnare anche al di fuori del confine segnato dall’area piccola.

Cos’è Maccarone?

Giocare per la squadra o per se stessi? Una paradossale contraddizione dal medesimo rapporto causa-effetto, perché l’obiettivo ultimo in entrambi i casi è quello di segnare e di far vincere la squadra. In uno schema tattico in via di sviluppo, dove il ruolo dell’attaccante appare come quello meno definito e il più soggettivo, sembra non esserci spazio per il concetto di bomber di provincia.

Il rapporto umano è schiacciato dal valore dei soldi e il giocatore entra a far parte della concezione contabile di “asset”, piuttosto che di condottiero del pensiero sentimentale dei tifosi. Con il mutare della concezione idealistica dell’attaccante, decide di cambiare anche il ruolo tattico del centravanti, disinteressato alla gloria personale e libero dallo sguardo famelico del bomber di provincia.

In uno schema logico dove sembra impossibile definire l’essenza di qualsiasi giocatore, emerge la figura di Massimo Maccarone vista come rappresentazione di una forma in grado di cambiare, ma non di snaturarsi. Nel calcio di adesso non c’è più spazio per la gente come Big Mac, consapevoli di averci provato, ma orgogliosi di non aver voluto cambiare.