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L’Italia che verrà

Sono trascorsi 164 giorni da quell’Italia-Svezia finito in parità.
164 giorni da quel fatal giorno.
164 giorni da quando il movimento calcistico italiano è stato costretto a ripartire, dalle ceneri.

In quel dannato 13 Novembre 2017 la nazionale guidata da Giampiero Ventura – sostenuta dai 74 mila di San Siro – non riesce a ribaltare l’amaro risultato maturato a Stoccolma.
L’Italia non si qualifica per i Mondiali di Calcio 2018 in Russia. Incredibile, ma vero.
La selezione italiana viene eliminata dalla Svezia priva di sua maestà Zlatan Ibrahimovic. I “vichinghi” svedesi escono indenni dal secondo confronto non venendo così destati dal sogno mondiale. E con merito.

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La disperazione mondiale

Quella che doveva essere l’occasione di rivincita dopo il famoso “biscotto” di 14 anni fa, si è trasformata in incubo per 60 milioni di italiani. Un disastro sportivo.
Eccessivo parlare di apocalisse come aveva fatto l’allora presidente Carlo Tavecchio? Se per 4 volte hai alzato quella coppa al cielo e se non ti sei qualificato una sola volta (1958) per il torneo più seguito al mondo, direi proprio di no.

Eliminazione ai quarti di finali nell’Europeo 2008.
Terzo posto nel girone, con conseguente eliminazione dai Mondiali in Sudafrica 2010.
Pesante disfatta nella finale dell’Europeo 2012.
Terzo posto nel girone dei Mondiali in Brasile 2014.
Eliminazione ai quarti di finale nell’Europeo 2016.
Dopo il clamoroso trionfo in terra germanica la nazionale italiana si è fermata.

Eppur si muove” direbbe Galileo Galilei se fosse interrogato oggigiorno dalla Santa Inquisizione della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L’amarezza riempie ancora le nostre bocche, la disperazione ci toglie ancora il sorriso, ecco che una battuta come questa può essere concessa.
Il lavoro da fare per riportare la nazionale in alto c’è e non sarà semplice. Selezione del nuovo Commissario Tecnico, ricerca di una salute economico-finanziaria dei club italiani e infine cambio culturale che permetta ai talenti italiani di mettersi ancora più in mostra.
Però, in questo drammatico scenario che toglierà gusto all’estate azzurra, si può guardare al futuro con moderato ottimismo.
Perché? Ve lo narrerò in 11 “giovani” punti.

Gianluigi Donnarumma
Scontato partire da un portiere – che appena diciannovenne – ha già collezionato più di 100 presenze in uno dei club più blasonati del calcio. Incredibile l’exploit del classe 99.
Conta già qualche presenza in nazionale maggiore, dove è da tutti riconosciuto come l’erede di Gigi Buffon. La concorrenza non mancherà: Meret, Cragno e Plizzari sono solo alcuni dei tanti giovani che si stanno affacciando prepotentemente sui palcoscenici più importanti. Ad oggi però ci sentiamo di affidare la porta del futuro azzurro ai 196 centimetri del ragazzo di Castellammare.

Leonardo Spinazzola
A lui affidiamo la fascia sinistra. Velocità, cambio passo e dribbling. Grandi mezzi atletici e fisici fanno di Leonardo oramai una realtà del calcio italiano. Tra i più esperti di questa ipotetica formazione del futuro con i suoi 25 anni, ha beneficiato pure lui degli ottimi rapporti tra Atalanta e Juventus per crescere. Si ispira a Gianluca Zambrotta, protagonista dell’ultimo trionfo mondiale dell’Italia. I presupposti per emulare le sue gesta ci sono. Ora tocca a Leonardo dimostrare di poter reggere questa pesante eredità.

Mattia Caldara
La Juventus investe su di lui, intravedendo nel talento bergamasco un pilastro della futura difesa bianconera. Anticipo sugli attaccanti avversari, solidità e vizio del gol. In prestito all’Atalanta dal 2016, colleziona 10 reti in 48 presenze in serie A. Numeri da centrocampista, quale lui non è. Le prestazioni stanno ripagando la fiducia del club juventino e gli sforzi compiuti dai bergamaschi per tenersi stretto  – per un anno ancora – quello che a tutti gli effetti è una promessa del calcio italiano.

Alessio Romagnoli
Tifoso laziale dalla nascita, Alessio cresce nelle giovanile della squadra “rivale”, la Roma. Approdato al Milan, la crescita del ragazzo romano subisce qualche periodo di flessione, ma l’attuale stagione sembra possa essere quella per la definitiva consacrazione.
I paragoni con un mostro sacro come Alessandro Nesta si sprecano.
Stessa fede calcistica, stesso numero di maglia (13), stessa città natale, stessa squadra. Riuscirà a diventare un giocatore importante e decisivo come lo è stato Nesta? Tutta l’Italia lo spera.

Andre Conti
Freccia estrosa a servizio della Nazionale. Il 24enne cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta l’anno scorso è stato a tutti gli effetti un autentico “crack”. Pedina fondamentale anche a livello offensivo con 8 reti, secondo solo al Papu Gomez. Difensore “Tuttofascia”.
Coperture, diagonali, fraseggio, sovrapposizioni, inserimenti, cross. Repertorio completo. Nello scorso settembre subisce – purtroppo – la rottura del legamento crociato.
Va recuperato colui che potrà essere il padrone della fascia destra del futuro.

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Caldara, Petagna, Spinazzola e Conti in ritiro con la maglia azzura

Bryan Cristante
Finalmente maturo e pronto per il definitivo salto di qualità. Si erano perse le tracce di questo astro nascente. Benfica, Palermo, Pescara e infine Atalanta. Qui riesce a conquistare sempre più spazio, fino all’attuale stagione in cui Gasperini lo reinventa trequartista. Vicinissimo alla doppia cifra, è diventato imprescindibile per la propria squadra. Il classe ’95 si candida prepotentemente per un posto da titolare nel centrocampo della nazionale.

Lorenzo Pellegrini
Romano alla Roma. Più di così non poteva chiedere Lorenzo alla sua giovane carriera.
Sa impostare il gioco con qualità arrivando con facilità alla conclusione a rete sia con il tiro dalla distanza sia con inserimenti puntuali. Un mix di fisicità e tecnica che lascia ben sperare. Uno dei fidelissimi di Eusebio Di Francesco. A soli 21 anni si è già ritagliato un posto importante in una delle 8 squadre più forti d’Europa, a giudicare dagli ottavi di Champions League. Non cosa da poco.

Nicolò Barella
Una delle sorprese più positive di queste ultime due stagioni. Il Cagliari si gode questo diamante di assoluta freschezza. Per quanto ancora? Juventus, Milan, Inter e anche diversi club esteri hanno già messo gli occhi sul classe ’97. Come biasimarli. Centrocampista che fa della rapidità la sua qualità migliore. Buona visione di gioco e piede destro educato che lo porta spesso ad essere pericoloso con tiri dalla distanza e calci di punizione. Possiede gli ingredienti per diventare un giocatore di caratura internazionale.

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L’entusiasmo dell’Italia Under 21 nell’ultima edizione degli Europei

Federico Chiesa
Figlio d’arte con esplosività impressionante. Con il suo piede destro disegna traiettorie perfette per le punte e conclusioni imprendibili per gli estremi difensori. Alla stessa età di Barella si è già consacrato in una realtà importante come quella viola. La crescita è costante anche in zona gol. Nella seconda partita da lui giocata in Nazionale si è procurato il rigore del pareggio contro l’Inghilterra. A dir poco promettente.

Patrick Cutrone
Impossibile non lasciarsi travolgere dalla vitalità di questo ragazzo che sul campo dà sempre tutto se stesso. Giocatore generoso dall’istinto killer alla Pippo Inzaghi. Biglietto da visita non male. L’attuale stagione è stata per lui – e per tutti noi –  a dir poco sorprendente. In poco più di 8 mesi è passato dalla Primavera del Milan alla titolarità nella prima squadra e all’inevitabile convocazione in nazionale.
C’è ancora tanto da perfezionare, ma la carta d’identità e il vizio del gol sono dalla sua.
Tarantolato.

Federico Bernardeschi
Punta di diamante del tridente azzurro. Giocatore di rara eleganza dal piede mancino educatissimo. La passata stagione è stato protagonista nella Fiorentina con la bellezza di 11 reti in serie A. Davanti a questi prestazioni la Juventus decide di strapparlo da quella che era stata casa sua. Ai fischi del Franchi, Federico ha risposto con una pennellata “brunelleschiana” da calcio di punizione. Con pazienza e perseveranza si sta ritagliando un posto importante anche nella Juventus dei campioni. Lo stesso che sicuramente avrà nell’Italia del futuro.
Ecco qua le giovani promesse del calcio italiano da inserire nell’orbita nazionale con la responsabile assistenza dei più esperti: Bonucci, Chiellini, Verratti e Immobile tra tutti.
E non sono i soli…non ci siamo dimenticati dei vari Rugani, Calabria, Locatelli, Gagliardini, Orsolini, Belotti e il Golden Boy Pellegri.

Italia del futuro

Per me, la maglia della Nazionale ha sempre avuto un valore particolare. Era il sogno più grande che avevo da bambino.
[Roberto Baggio]

Probabilmente il sogno anche di questi giovani talenti, che ormai bambini non lo sono più.
Non ci resta che sperare di trovare la pozione che renda questi promettenti talenti un giorno una macchina perfetta. La stessa pozione con cui il ct svedese Jan Andersson è riuscito ad eliminare una selezione più dotata come quella italiana.
L’Italia deve tornare ai livelli che le competono e per fare ciò è necessario investire in maniera convinta in questi giovani.
Conviene credere in loro.
Conviene credere nell’Italia che verrà.

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