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Il bizzarro mondiale del Kuwait

Chi non ricorda il mondiale dell’82? Il Mondiale di Pablito, il mondiale dell’Italia.
Un altro speciale avvenimento si consumò l’estate di quell’anno, nella penisola iberica; la prima, e ultima, partecipazione del Kuwait ad una rassegna calcistica del genere. Nonostante la breve permanenza nella maggiore competizione, il Kuwait si rese protagonista di un quantomeno bizzarro incidente nella seconda partita della fase a gruppi contro la Francia.

Il Kuwait, paese arabo che si affaccia sul golfo persico, conta appena quattro milioni di abitanti; di conseguenza già di per sè riuscire a qualificarsi tra le migliori 32 del globo fu un risultato straordinario, contando anche che la prima partita internazionale si svolse nel 1961.
Infatti, dopo la straordinaria qualificazione, la nazionale del Kuwait riusci più, in quasi cinquant’anni, a replicare il risultato; si trattava di una vera e propria golden generation, che era riuscita ad alzare la Coppa Asiatica nel 1980, avendo la meglio sulla la Corea del Sud in finale.
La vittoria permise al Quwait di effettuare le qualificazioni mondiali, nelle quali arrivarano al primo posto nel girone Asiatico/oceanico con Nuova Zelanda, Cina e Arabia Saudita.

4 milioni di persone, di colpo appassionate al calcio e speranzose di vedere la propria nazionale sorprendere in Spagna, attesero con ansia l’estate del 1982, l’estate del mondiale che vide il Kuwait essere sorteggiato nel girone con Inghilterra, Francia e Cecoslovacchia; un trittico alquanto difficile per una squadra che sembrava a tutti gli effetti una “compagine-materasso”.

Il 17 giugno 1982 il paese asiatico stupì il mondo, strappando un pareggio per 1 a 1 contro la Cecoslovacchia, e puntando addosso i riflettori all’imminente sfida con la Francia, che non era riuscita ad evitare, nonostante Michel Platini ed Alain Giresse entrambi in grande forma, la sconfitta con l’Inghilterra.

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In un afosa giornata di fine giugno, a Valladolid, si consumò Kuwait-Francia, con i transalpini che, costretti a vincere, si portarono sul 3-0 già dopo 48 minuti, prima di subire il gol della bandiera ad un quarto d’ora dalla fine.

A quel punto i francesi, per non rischiare una tanto improbabile quanto rocambolesca rimonta, si riportarono stabilmente all’attacco, trovando, letteralmente pochi attimi dopo il gol del Kuwait, il 4-1. Platini con un magnifico passaggio servì Giresse; il francese controlla il pallone e si dirige verso la porta, quando dagli spalti un fischio rompe il silenzio; i giocatori del Kuwait, convinti fosse il fischio del direttore di gara, interrompono l’inseguimento a Giresse che, tutto solo, batte il portiere.

L’arbitro dell’incontro, l’ex portiere ucraino Miroslav Stupar, convalidò il gol, affermando di non essere stato lui ad aver fischiato e che quindi il rumore sia provenuto dalle tribune; ma, nonostante la Francia si fosse già ridisposta in campo, pronta a ripartire, la squadra asiatica non ci stava.
A questo punto le telecamere si spostano dal campo alle tribune, a riprendere Sheikh Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah, il principe del Kuwait, nonchè presidente della federazione nazionale, che per la verità si era già fatto notare durante la partita per qualche animata reazione.

Come un direttore d’orchestra, il principe si alzò in piedi e gesticolò animatamente, percorrendo con le mani un movimento che suggeriva che stesse richiamando a se i giocatori, ma questo era solo l’inizio dei dieci minuti più bizzarri del mondiale.
Prince Fahad non concepiva che un gol del genere venisse convalidato e, animato dalla presunta ingiustizia del direttore di gara, si fece strada dalle tribune verso il campo, superando la linea di steward, andando a discutere di persona con l’arbitro e chiunque volesse sentire; comunicando ai propri giocatori di non riniziare a giocare e di abbandonare il campo, minacciando un incidente diplomatico inedito in una coppa del mondo.

Per la verità, dopo la partita, Fahad negò di aver detto ai suoi giocatori di abbandonare il campo, affermando che i suoi gesti non erano mirati a rimuovere i suoi giocatori dal campo, al contrario: “Dissi ai giocatori di stare in campo, questo era il significato del mio movimento con le mani”.

Incredibilmente, il direttore di gara, lasciato solo dalla mancanza di linee guida della FIFA, assecondò le richieste di Fahad, ribaltando l’iniziale decisione, annullando il gol e facendo riniziare la partita con una contesa nella trequarti campo del Kuwait, in prossimità di dove Giresse ricevette il pallone da Platini, prima che scoppiasse l’inferno.

La Francia, dal canto suo, consapevole della netta superiorità dimostrata sul campo fino a quel momento, e tutt’altro che intenzionata a discutere, accettò di buon grado l’annullamento del gol e si riversò immediatamente in avanti; ed ecco che, senza nemmeno dare tempo a Fahad di risalire le tribune e sedersi, i francesi realizzarono il 4-1, per evitare polemiche Maxime Bossis entrò letteralmente con la palla in porta.

Le azioni del Principe Fahad, vero e proprio protagonista della partita, gli costarono una multa relativamente irrisoria, 8000 sterline; l’arbitro Miroslav Stupar invece non arbitrò più un altro incontro internazionale.

Pochi giorni dopo arrivò un’altra sconfitta, con l’Inghilterra, e la conseguente eliminazione del Kuwait dalla loro prima e ultima coppa del mondo; nonostante la breve toccata e fuga, il nome del paese asiatico verrà comunque sempre ricordato per l’incidente diplomatico sfiorato; per quel 21 giugno dove un goal perfettamente regolare fu annullato dalle azioni di un esuberante presidente, un atto che ancora oggi oscura gli obiettivi sportivi della nazionale locale.

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