Vai al contenuto

Analisi del lunedì: Juventus-Napoli

In collaborazione con Gegenpressing

Nel posticipo di domenica sera tra Juventus e Napoli, le due compagini si giocano una grossa fetta di Scudetto. In una torrida giornata di Aprile i bianconeri, primi in classifica, ospitano i partenopei, che seguono la zebra a 4 lunghezze di distanza. L’armata di Massimiliano Allegri si presenta al match con diversi problemi di carattere mentale derivanti dalla clamorosa eliminazione in Champions League e dall’altrettanto eclatante pareggio in casa del Crotone. Gli azzurri, invece, dopo un mese di difficoltà sembrano aver ritrovato la rotta e arrivano a Torino con la particolare carica di tutto il popolo napoletano. I partenopei hanno una maggiore necessità di portare a casa il bottino pieno per poter riaprire la corsa Scudetto e portarsi ad 1 punto dalla Juventus a 4 partite dalla fine del campionato. Le statistiche evidenziano, però, che i bianconeri hanno vinto 8 delle ultime 12 partite contro il Napoli in Serie A (2N, 2P) e in particolare sono rimasti imbattuti negli ultimi 4 incontri (3V, 1N). Inoltre, la zebra viene da una striscia di 6 successi consecutivi davanti al suo pubblico contro il Napoli, avendo anche mantenuto la propria porta inviolata in 4 di queste gare (2 soli gol incassati nel parziale).
Sarri conferma interamente il suo 4-3-3 tipo, con l’unico dubbio in attacco, dove Mertens viene preferito a Milik. D’altro canto, Allegri, avendo a disposizione più varianti tattiche, decide di affidarsi ad un 4-3-3 che varia ad un 4-2-3-1 già visto in altre situazione, con Dybala e Douglas Costa alle spalle di Higuain, e Höwedes terzino destro.

Sin da principio è bene fare una premessa, ovvero che la Juventus, quest’anno, a differenza del Napoli, non è mai riuscito ad esprimere un gioco fluido e qualitativo, per lo meno non al livello delle passate stagioni. La caratura della rosa è sicuramente la migliore nello stivale, ma ai bianconeri sembra mancare un po’ di mordente e dinamicità. Il piano di gara è semplice: Allegri si accontenta di non perdere, Sarri ipnotizza i suoi con l’unico scopo della vittoria e dei 3 punti. Un concetto molto elementare che rispecchia la differenza di agonismo delle due squadre scese in campo.

I partenopei non snaturano la propria identità nemmeno per la partita più importante della stagione. Palla bassa e numerosi passaggi corti sono l’idea di base del gioco azzurro che cerca sempre di portare la Juventus sulle fasce per poi cercare una verticalizzazione. In questo caso Albiol apre per Mario Rui che, pazientemente, non trovando nessun compagno, decide di far ripartire l’azione, guadagnando campo e stringendo la distanza tra i reparti per mettere la sua squadra nelle condizioni migliori di esprimere il proprio palleggio.

Mappa dei passaggi di Jorginho

Il possesso palla partenopeo è molto pulito (80% di passaggi riusciti); in questa situazione di gara spicca sempre il mediano partenopeo Jorginho, vero e proprio metronomo che scandisce il tempo dell’azione napoletana Dall’altra (113 passaggi con 88,5% di precisione)

Posizione medie delle due squadre, a sinistra una Juve disordinata, a destra il Napoli con un baricentro alto

La mappa delle posizioni medie delle due squadre, evidenzia un maggiore ordine tattico nella squadra di Sarri, che ha permesso ai suoi di svolgere una gara pressoché impeccabile, e una leggera confusione nello scacchiere di Allegri, a testimonianza del momento non brillantissimo dei torinesi.

Come si vede in questa situazione, la Juventus risulta costantemente piatta e ferma, incapace di creare spazi e affanni tra la difesa avversaria. Dybala schierato esterno alto sembra un pesce fuor d’acqua, non in grado di dare il giusto apporto a Higuain che rimane spesso fuori dal gioco. Il precoce infortunio di Chiellini che ha costretto all’ingresso in campo di Lichtsteiner decisamente rovina i piani di gioco di Allegri, che punta su una maggiore solidità difensiva e mentale.

Heatmap congiunta dei tocchi di palla di Dybala e Higuain, 35 in totale

Numeri totalmente negativi per il tridente bianconero, da cui i tifosi pretendono maggiore incisività, infatti, Dybala conclude la partita con 5 passaggi e 0 tiri, punto più basso stagionale, Higuain con 11 in 90 e 1 tiro e Douglas Costa, il più attivo dei 3, combatte e cerca di trovare spazio, ma finisce per essere impreciso (58,4% precisione passaggi).

La mappa degli Expected Goals evidenzia un 1 a 0 sostanzialmente corretto

Come evidenzia la mappa degli Expected Goals, il Napoli espugna l’Allianz Stadium con pieno merito, anche se il gol  nasce da una situazione atipica per i partenopei che sicuramente non vantano di grandissime qualità fisiche. Dopo 10 partite con la porta inviolata la Juventus subisce gol in tre delle ultime quattro di campionato (quattro reti in totale).
Il Pipita, che ha ha segnato in due dei tre precedenti di campionato contro i partenopei, incluso il gol vittoria nel match di andata, e Mertens, il miglior marcatore dei partenopei della scorsa stagione, non riescono ad incidere come avrebbero voluto, rimanendo due nuvole all’interno del possesso palla della propria squadra.

Nonostante la prestazione, i bianconeri possiedono diverse dinamiche e schemi di gioco consolidati da tempo. Le menti della squadra, dopo l’addio di Bonucci, sono Pjanic e Dybala, giocatori in grado di inventarsi la giocata. In questa situazione la Juve cerca di smarcare i 2 fantasisti che però vengono ben marcati dal Napoli e che costringono Lichtsteiner ad azzardare un lancio di mancino, invece che rischiare l’appoggio sul mediano bosniaco, che si trova leggermente mal posizionato rispetto ai suoi standard. La Juventus perde palla per un totale di 27 volte in 90 minuti ed effettua 80 passaggi lunghi e 373 corti, numeri non molto positivi per la prima della classe. D’altro canto il Napoli conclude il match con 673 passaggi corti e 54 lunghi, a testimonianza dalla filosofia di gioco partenopea.

C’è da dire però che il Napoli non è solo bel gioco e passaggi corti, infatti, il sistema di Pressing progettato da Sarri è pressoché perfetto. I 3 folletti davanti si alternano nel marcare Pjanic e i 2 centrali a seconda di come gira la palla, evitando la ripartenza bassa juventina. Sicuramente ad aiutare i partenopei ci pensa la poca dinamicità di Höwedes e Benatia e la poca abilità di Buffon nel gestire il pallone coi piedi. L’unica soluzione bianconera risulta essere il lancio lungo insperato, dove Dybala e Douglas Costa non possono competere fisicamente e dove i due centrali azzurri sovrastano Gonzalo Higuain. Il Pipita deve far fronte ad un’altra prestazione sontuosa di Koulibaly che, oltre al gol vittoria, non viene mai saltato in dribbling e conclude l partita con 2 tackle, 1 tiro bloccato, 2 spazzate e 75 passaggi con l’89,3% di precisione.

Proprio quando il campionato sembrava chiuso il Napoli esce dal guscio e riapre i giochi. La Juventus paga un calo fisico e mentale dovuto alle recenti esperienze negative e all’inesperienza di trovarsi in una situazione scomoda rispetto alle passate stagioni. Per i partenopei, invece, è lecito credere al sogno di riportare lo Scudetto alle pendici del Vesuvio dato le due trasferte impegnative dei bianconeri ospiti a San Siro contro l’Inter e all’Olimpico contro la Roma. A 4 giornate dalla fine i giochi sono tutto fuorché chiusi, ci aspetta un mese di calcio intensissimo, dove a spuntarla sarà la squadra con maggior voglia di vincere. Chi trionferà?

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *