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Analisi del lunedì: Inter-Juventus

In collaborazione con Gegenpressing

Un Meazza tutto esaurito fa da cornice all’anticipo del sabato sera che ha tutte le carte in regola per essere una partita emozionante ed avvincente. La Juventus, sfumato ancora una volta l’obiettivo Champions, si presenta a Milano con l’unico intento di portare a casa i 3 punti per rimanere in testa alla classifica; l’Inter, invece, insegue la vittoria per rimanere aggrappata all’ultimo treno direzione Champions League. Record di incassi, capienza massima raggiunta e una spettacolare coreografia della Curva Nord alimentano la battaglia tra i 22 protagonisti in campo, che cercano di portare a casa il trionfo per mettere un punto esclamativo alla propria stagione e alla rivalità storica tra i due club.

La squadra milanese ha sconfitto la Juventus solo una volta negli ultimi 10 precedenti in Serie A: cinque vittorie bianconere e quattro pareggi nel parziale, d’altro canto, però, i bianconeri hanno perso nelle ultime due trasferte in ordine di tempo a San Siro contro l’Inter: 3-0 in Coppa Italia, 2-1 in campionato.
I nerazzurri si presentano con un 4-2-3-1, lo stesso proposto da Spalletti negli ultimi 8 incontri, con l’unica eccezione di Vecino che prende il posto dell’infortunato Gagliardini. Il fulcro del gioco dei padroni di casa rimane la connection Rafinha, Brozovic e Cancelo, i quali mettono a disposizione la loro qualità alla fisicità del tridente composto da Perisic, Candreva e Icardi. La Juventus, in uno stato mentale confusionale, si schiera con un 4-3-3 con la novità Cuadrado schierato nel ruolo di terzino e Mandzukic preferito a Dybala nel trio di attacco, mentre Rugani e Barzagli formano la coppia difensiva.


Non ci soffermeremo sui giudizi arbitrali, su quello che è stato e non è stato, ma andremo ad analizzare un match che inizia sui binari dell’equilibrio fino a quando Douglas Costa non sblocca il risultato e una sciocchezza, di dubbia natura, effettuata da Vecino non compromette la partita per i nerazzurri.
La strada per l’Inter si fa, quindi, ripidissima e lo rimarrà fino alla fine, malgrado un secondo giallo a Pjanic avrebbe potuto facilitare le cose ed evitare una beffarda rimonta. Boccone ancora più amaro per la squadra di Spalletti, protagonista di un’ottima prestazione in grado di piegare la corazzata bianconera in inferiorità numerica, ma che si vede portare via i 3 punti per un ritrovato cinismo della squadra di Allegri, che insacca 2 gol nel giro di pochi minuti ad un soffio dal triplice fischio.


Entrando nei dettagli tattici, si può notare come il gioco della Juve sia concentrato soprattutto sulle fasce, dove i bianconeri cercano di puntare sui guizzi di Douglas Costa, spina nel fianco ad intermittenza, e le sgroppate di Cuadrado che si sovrappone costantemente creando superiorità numerica. Al termine della partita sono molteplici i cambi di gioco effettuati dalla capolista, seguendo anche gli ordini di Max Allegri, il quale cerca di creare spazi nella difesa avversaria, costretta a schierarsi con un arrangiato 4-4-1 a causa dell’uomo in meno.

Mappa delle posizioni medie della Juventus

La mappa delle posizione medie della Juventus evidenzia un determinato ordine dei torinesi che mantengono le proprie posizioni e un baricentro più alto rispetto a quello nerazzurro, cercando di costruire l’azione da dietro, nonostante una mancanza di brillantezza atletica e mentale evidente.


In questa fase di gioco viene confermato appieno quanto detto prima, cambi di gioco repentini in direzione di Douglas Costa e Cuadrado, non è un caso, infatti che il primo gol avvenga su un cross del colombiano proprio per l’esterno ex Bayern Monaco.


Mario Mandzukic, condizionato dall’infortunio a causa dell’intervento di Vecino, non è autore di una splendida prestazione nonostante la sua fisicità venga preferita alla freschezza di Dybala. La mossa di Allegri di schierare il croato esterno è quella di mettere in difficoltà Cancelo, molto abile nella fase offensiva e leggermente da rivedere in quella difensiva. Il numero 17 bianconero, infatti, oltre ad avere una propensione a seguire l’uomo anche fino alla propria area di rigore, è in grado di mantenere la propria posizione e di ricevere, come in questa situazione, diversi lanci lunghi che riesce ad addomesticare grazie all’utilizzo della sua stazza. Un fattore ben progettato da Allegri che riesce a tarpare le ali al terzino portoghese interista, apparso meno lucido rispetto ad altre apparizioni.


Il fatto di poter giocare con un uomo di movimento in più ha sicuramente condizionato la prestazione della Juventus che si è trovata ad avere molti più spazi evitando la marcatura a zona. Pjanic, mente di un centrocampo meno tecnico rispetto ai passati anni, riesce a verticalizzare per Higuain, che si gira e punta la porta. Questo movimento viene svolto in poche circostanze dai bianconeri, grazie all’attenta e sistematica marcatura di Skriniar sul Pipita.


La contromossa di Spalletti si basa soprattutto sullo sviluppo di azioni sul fronte sinistro, dove Perisic viene marcato da Cuadrado, non sempre brillantissimo in fase difensiva, come nell’occasione del secondo gol nerazzurro. I lanci di Brozovic risultano, nella maggior parte dei casi molto precisi, così come le sgroppate di Rafinha, addolcite dal grande controllo di palla del brasiliano, vero e proprio collante tra i reparti.

Più della metà degli attacchi nerazzuri passa per la corsia sinistra, quella di Cuadrado terzino

Nonostante la superiorità offensiva, Perisic non riesce a pungere costantemente il colombiano, che lo marca a 3 metri di distanza, a causa, probabilmente, dell’inferiorità numerica che spinge Perisic a rimanere attento a non sbilanciarsi troppo per non fare trovare impreparata la sua squadra sul riversamento di fronte.


La prestazione dei nerazzurri, sotto l’aspetto fisico e motivazionale, è da applausi. Per metà del secondo tempo l’Inter sembra avere 2 uomini in più e attua un sistema di pressing al limite della perfezione. Il punto principale è di far servire la palla a Buffon, poco abile coi piedi, per poi attaccare alto la difesa Juventina evitando di far ricevere palla direttamente ai mediani o agli esterni alti. In questo caso è Candreva che si sposta dalla sua zona di competenza per andare a colmare l’assenza dell’uomo sulla trequarti e far sì che i padroni di casa riescano a recuperare palla.
Facendo riferimento ai gol e ai dati statistici i due uomini cardine e messi a confronto, visto anche il fattore nazionale, sono sicuramente Mauro Icardi e Gonzalo Higuain. Il capitano dell’Inter, uscito in lacrime dal campo, e autore del gol del pareggio nonché del 26esimo centro in campionato, ha segnato sette gol in 10 partite di Serie A contro la Juventus, tre nelle quattro presenze di campionato al Meazza. D’altro canto, Higuain, con la maglia della Juve mette a segno il suo primo gol all’Inter, una rete dal peso specifico molto importante.

Mappa Expected Goals

Facendo riferimento alla mappa degli Expected Goals, la partita sarebbe dovuta terminare in un risultato che oscilla tra lo 1-0 per la Juventus o l’1-1, sintomo che almeno 3 gol siano frutto di azioni “casuali” (non a caso nel tabellino due delle 5 segnature sono autogol). Bisogna partire da dei presupposti abbastanza significativi, infatti, l’Inter non ha trovato il gol in cinque delle ultime sette sfide contro la Juventus, considerando tutte le competizioni: nelle altre due partite ha vinto; mentre i bianconeri non rimangono tre gare di fila senza vincere in Serie A da maggio 2017 e due gare di fila senza segnare da novembre 2012. Inoltre, la squadra di Spalletti non perde in casa in campionato da dicembre contro l’Udinese: da allora quattro pareggi e quattro vittorie, arrivate tutte nelle ultime cinque partite interne, di cui le ultime 4 a senza subire gol. L’altro gioiellino juventino, Paulo Dybala, che parte dalla panchina, nelle ultime due presenze in campionato, pur giocando 133 minuti, non ha effettuato alcun tiro e ha toccato solo quattro volte il pallone nell’area avversaria, troppo poco per un giocatore accostato più volte al nome di Messi.

Una emozionantissima sfida si conclude con la vittoria della Juventus sull’Inter che, riconsiderando il gioco espresso e gli episodi dubbi, non meritava sicuramente la sconfitta. Un match che vedeva di fronte le 2 migliori difese del campionato, mette il punto su diverse situazioni di classifica. La Juventus è ad un passo dal settimo scudetto di fila a causa dello scivolone del Napoli a Firenze che non riesce a reggere il contraccolpo psicologico della vittoria bianconera; l’Inter, invece, spera ancora in un posto nell’Europa che conta, andando a giocare lo scontro diretto all’ultima di campionato all’Olimpico.
Le peculiarità che ci lascia lo spettacolo di sabato sera sono la vivacità di un campionato che sembrava morto fino a qualche settimana fa, e due cicli che potrebbero essere in due fasi vitali diverse, uno si sta per spegnere e l’altro, forse, ha trovato la giusta via per un futuro più glorioso.

 

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