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Il nuovo Milan di Pioli

Nonostante la vittoria nell’ultimo turno di campionato contro il Genoa, Marco Giampaolo non è più l’allenatore del Milan. Il tecnico abruzzese, nato in Svizzera a Bellinzona, paga soprattutto il (non) gioco mostrato in questo primo mese di campionato, con i rossoneri apparsi senza una vera e propria identità, come fossero undici pedine schierate casualmente in mezzo al campo. Inoltre, i freddi numeri parlano piuttosto chiaro, con 9 punti in 7 partite conquistati attraverso 3 vittorie (4 sconfitte): solo Allegri con 8 nel 2013/2014 fece peggio (per l’ex Juventus l’esonerò arriverò solamente a gennaio).

Sfruttando la sosta per le nazionali, la dirigenza milanista ha voluto correre ai ripari ingaggiando Stefano Pioli come suo sostituto. Invero, il sogno rossonero era Luciano Spalletti, ma il tecnico di Certaldo avrebbe chiesto all’Inter una buonuscita (circa 5 milioni di euro) per liberarsi dal suo biennale ancora in essere con la Beneamata. Non avendo raggiunto tale accordo, la trattativa con l’allenatore toscano è tramontata, con Pioli pronto a intraprendere la sua seconda avventura a Milano dopo la parentesi – di 23 partite – sulla panchina dei cugini nerazzurri nell’annata 2016/2017, chiusasi con un allontanamento a causa soprattutto dei 2 punti conquistati tra la 29esima e la 35esima giornata.

Il compito dell’ex Fiorentina sarà quello di risollevare le sorti di un Milan in crisi di risultati e non solo (il CEO Gazidis ha candidamente ammesso che il club era a un passo dal fallimento e dalla ripartenza in Serie D), provando a raggiungere l’agognato quarto posto, che significherebbe il ritorno in Champions League con conseguenti introiti fondamentali per la società del Diavolo, sempre sotto l’occhio vigile della UEFA, soprattutto in merito alla recente rinuncia all’Europa League per rientrare quanto prima nei “paletti” del Fair Play Finanziario.

Pioli Milan primo allenamento
Il primo allenamento di Stefano Pioli alla guida del Milan (Foto: sport.sky.it)

Oltre ai motivi citati in precedenza, un altro motivo che ha portato al divorzio con Giampaolo è stato senz’altro lo scarso utilizzo dei nuovi arrivati. A tal proposito, durante la conferenza stampa di presentazione di Stefano Pioli, il CEO Gazidis ha annunciato che, nel nuovo corso tecnico, i rinforzi estivi troveranno sicuramente lo spazio che la società auspicava già dalla prima giornata di agosto.

Il Milan che verrà

Proviamo, dunque, a immaginare come sarà il nuovo Milan di Stefano Pioli. I rossoneri scenderanno in campo con il 4-3-3, con in porta ovviamente Gigio Donnarumma e con la difesa pressoché invariata rispetto a quanto visto con Giampaolo, quindi con la coppia centrale formata da Musacchio (avanti su Duarte nelle gerarchie) e capitan Romagnoli e con le fasce affidate a Calabria a destra e Theo Hernandez a sinistra. A centrocampo, invece, sono previste delle novità. Infatti, Pioli ha dichiarato di puntare molto su Paquetà e di considerarlo una mezzala: pertanto, il brasiliano si candida a un posto da titolare, relegando così in panchina uno spento Calhanoglu. In mezzo, serve un regista e il tecnico parmense ritrova Biglia, faro del centrocampo quando Pioli sedeva sulla panchina della Lazio, con l’argentino che mostrò anche una discreta vena realizzativa con 8 reti messe a segno nell’interregno pioliano. Pertanto, il classe ’86 potrebbe partire avvantaggiato rispetto a Bennacer, altro “pallino” del nuovo allenatore rossonero avendolo seguito con attenzione un anno fa, quando lo avrebbe voluto per la sua Fiorentina. A completare il reparto, infine, l’intoccabile Franck Kessié.

Infine, per quanto concerne l’attacco, Piatek sarà ancora il riferimento principale nonostante il desolante avvio di stagione (2 gol ed entrambi su rigore), con Suso che agirà sulla destra e il classe ‘99 Rafael Leao, tra i più brillanti di questo inizio, sul versante opposto.

Probabile formazione Milan Pioli
La probabile formazione del nuovo Milan di Stefano Pioli (Editor: buildlineup.com)

Questa, dunque, dovrebbe essere la base di partenza dei rossoneri, sebbene siano previsti già dei cambiamenti forzati a partire dalla sfida contro il Lecce (Calabria è squalificato, largo a Conti). Il cammino verso la Champions League sarà duro e impervio ma Pioli ha le idee chiare e, nonostante parte della tifoseria non sia felice del suo arrivo a causa del suo passato interista, è convinto di far ricredere i supporters del Diavolo. La dura legge del gol, però, è spietata e solo i risultati diranno se la “scommessa Pioli” sarà vincente o si rivelerà un “Giampaolo-bis”.

Guardando le avventure precedenti di Pioli, i tifosi milanisti possono provare a guardare con ottimismo al prossimo futuro. Tra i risultati di spicco del tecnico, infatti, c’è indubbiamente il terzo posto conquistato con la Lazio nella stagione 2014/2015, miglior piazzamento dell’era targata Claudio Lotito, con conseguente accesso al preliminare di Champions League (poi perso contro il Bayer Leverkusen). Inoltre, è bene ricordare come Pioli abbia ottenuto, nel suo primo anno alla Fiorentina, un ottavo posto quasi insperato per una squadra in totale ricostruzione e devastata dalla tragedia legata a Davide Astori il 4 marzo 2018, con una qualificazione al preliminare di Europa League prima conquistata al posto del Milan e poi tolta dopo la decisione del TAS di Losanna di ammettere lo stesso il club rossonero all’Europa League, nonostante i noti problemi finanziari. Oltre a ciò, Pioli può sfoggiare nel suo personale palmarès anche un paio di salvezza conquistate a Bologna – più una con il Chievo – e un playoff conquistato con il Sassuolo nel 2009/2010. Certo, altre avventure sono state meno fortunato come la pocanzi citata Inter, passando per Parma (esonero dopo 22 partite con sole 3 vittorie ottenute) o addirittura per Palermo, quando il vulcanico presidente Zamparini decise di mandarlo via dopo il preliminare di Europa League perso contro gli svizzeri del Thun e quindi ancor prima del debutto in campionato.

Tuttavia, Stefano Pioli si è mostrato piuttosto carico ed entusiasta nell’intraprendere questa seconda avvenuta milanese – sponda Diavolo – e i supporters milanisti si augurano che possa trasmettere tutto ciò ai suoi calciatori, tramutando il tutto con punti per la classifica.

Articolo a cura di: Lunga vita al calcio