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Il City è troppo forte

Le 18 vittorie di fila del Manchester City hanno sconvolto la Premier League, ponendo un nuovo benchmark per le future compagini a venire.
Ma come ha raggiunto la squadra di Guardiola un traguardo del genere in una Premier League così competitiva?
La supremazia citizens si è in realtà incessantemente manifestata, a prescindere dall’avversario che fronteggiava, anche nella gara sulla carta più difficile, nel 2 a 1 ad Old Trafford un City al piccolo trotto ha espugnato il teatro dei sogni battendo in leggerezza la seconda forza del campionato.
In 22 gare i citizens hanno accumulato 15 punti di vantaggio; e non solo sono la migliore squadra in Inghilterra, ma anche la più emozionante e divertente da guardare, grazie all’imprevedibile modello offensivo di Guardiola.

Probabilmente è ormai scontato che il Manchester City sia due spanne sopra chiunque in campionato, ma al di là delle sensazioni soggettive emerge una predominanza anche dal punto di vista prettamente oggettivo, dai dati statistici.
In 15 punti, 15 come i punti di distacco dalla seconda, si può riassumere la supremazia citizen.

1.  Il Manchester City non solo tira più di chiunque in Premier; tira anche meglio.

Che il Manchester City riuscisse agevolmente ad andare al tiro è quasi superfluo; sono 396 le conclusioni, più del Liverpool di Klopp, più del Tottenham del capocannoniere Harry Kane. Il dato sorprendente è che il City tira con più pericolosità di tutti, un 0,16 xG medio fa della banda di Guardiola l’unica squadra in Europa, assieme al PSG a prevalere sia per tiri totale che per pericolosità di questi nel corrispettivo campionato.
In alter parole, De Bruyne e compagni hanno trasformato il campionato più competitivo del mondo in una versione inglese della Ligue 1.

2. Pep Guardiola è artefice della serie più lunga di vittorie consecutive in Spagna, Germania ed Inghilterra.

 Nonostante le critiche mosse all’ex Brescia, accusato di essere in grado di allenare solo i migliori giocatori del mondo o di trarre vantaggio dalla disponibilità economica del City, Guardiola si dimostra il miglior massimizzatore di risorse nella storia de calcio. Il Barcellona di Guardiola fu il ciclo più dominante della storia catalana, a Monaco ha completamente alterato il concetto di calcio in Germania. Ora tocca all’Inghilterra e al City, che sta lentamente acquisendo lo stesso status di Bayern e Barcellona.

“Abbiamo dimostrato che questo tipo di calcio si può giocare anche in Inghilterra, la gente diceva fosse possibile solo in Spagna, ma abbiamo dimostrato che si può avere il coraggio di giocarlo anche altrove”  [Pep Guardiola]

3. Nel 2010-11 il Manchester United vinse la Premier League con una differenza reti di +41. Dopo 22 partite il City ha già una DR di +51

Nella stessa stagione lo United di Ferguson arrivò in finale di Champions per poi essere sconfitto, guarda caso, dal Barcellona di Pep Guardiola. Ora il tecnico catalano vuole doppiarlo, contando che già dopo 17 partite registrava la stessa differenza reti dello United a fine stagione.

4.  Gli avversari hanno completato 56 passaggi negli ultimi 20 metri della metacampo difesa dal City. 

La supremazia City, edulcorata dalla capacità offensiva, parte dal basso. Non solo il City sta concedendo la quantità di tiri per partita più bassa dell’ultimo decennio, nemmeno permette agli avversari di effettuare passaggi nell’area di rigore.
Risaputamente, se si riesce a rompere il muro di passaggi di una squadra di Guardiola, si ha una buona chance di trovare la rete: 0.12 xG per tiro subito è un dato relativamente alto, in linea con quello della scorsa stagione.
Guardiola ha risolto il problema facendo in modo che gli avversari nemmeno possano arrivare in area di rigore, 56 passaggi negli ultimi 20 metri in 22 partite è in dato terribilmente eloquente.

5. Ederson ha effettuato 31 parate in Premier League

Per fare un paragone, De Gea ne ha effettuate 65. E il Manchester United ha subito solo 3 gol in più del City. Indovinate voi quale rullino di marcia tra i due è il più sostenibile nel lungo termine.

6.  Nonostante il possesso palla dominante, il City ha commesso più falli di altre squadre.

Se il City riesce a concedere così pochi tiri è soprattuto grazie all’asfissiante pressing che mette in atto ciclicamente – gli avversari riescono in media ad effettuare appena 6,05 passaggi prima di perdere il possesso; in questa speciale classifica il secondo, il Tottenham di Pochettino, ne concede 7.9.
In ogni caso, Guardiola è riuscito ad affinare questa tattica aggressiva facendo spesso uso del fallo tattico: nonostante il 66,3% di possesso palla medio, il City commette 9.1 falli a partita, più di Leicester e Burnley, tra le altre.

7. Kyle Walker è più efficace in attacco di Eriksen, Manè e Alexis Sanchez.

Uno dei trasferimenti più criticati – 53 milioni di sterline per un terzino, Kyle Walker -sembravano davvero troppi.
In 22 partite Walker ha già dimostrato di essere il miglior terzino del campionato; in un sistema che richiede la spinta continua degli esterni contro la linea difensiva avversaria, Walker è essenzialmente incaricato di essere un giocatore a tutta fascia.
Così facendo l’inglese gioca un ruolo vitale nel possesso e nella progressione della palla.

Quest’anno StatsBomb ha rilasciato un nuovo dato statistico che ha chiamato “XGChain”. Mentre la maggior parte delle statistiche si concentra solo sul tiro o sul passaggio che ha portato alla finalizzazione dell’azione, l’xGChain mira ad accreditare ai giocatori un ponderato valore di contributo offensivo al di fuori dei tiri e degli assist. Questa statistica guarda ad ogni possesso che porta ad una conclusione nel quale un giocatore è coinvolto, assegnando al giocatore un valore in relazione alla pericolosità del tiro in questione.

Questa stagione la classifica degli xGChain è guidata da Silva, seguito da Salah, Lukaku, De Bruyne, Sterling e Gabriel Jesus. I migliori attaccanti della Premier, certo, ma indovinate chi è il numero 7 in graduatoria: Kyle Walker.

8.  Sanè, De Bruyne e Silva guidano la classifica degli assistman; rispettivamente con nove, nove e otto assist.

Guardiola ha trasformato Silva e De Bruyne, due dei migliori creatori di azioni offensive in qualcosa più vicino al tradizionale centrocampista. Questo apparentemente sconsiderato e squilibrato schieramento ha di fatto migliorato ancora i due gioielli, permettendo a Leroy Sanè di giocare più spesso. Il tedesco ha ricambiato la fiducia con 9 assist. Guardiola ha ancora una volta trovato un modo per ottenere contemporaneamente tutto ciò che vuole.

9. De Bruyne ha segnato sei gol: tre di destro e tre di sinistro e servito nove assist: due di destro, cinque di sinistro e due di testa.

 Scusate Pogba, Hazard, Kane, Salah ecc. In questo momento il migliore in Premier è senz’altro KDB.

10. 4 dei 5 giocatori con più passaggi riusciti in Premier sono del City

Un dato che forse riassume meglio di ogni cosa il Guardiolismo: Otamendi, Silva, De Bruyne e Fernandihno guidano la classifica dei passaggi, intervallati solo da Granit Xhaka. In altre parole, 4 su 5 top passatori sono della stessa squadra, cartina tornasole non solo della qualità, ma anche della mole di passaggi corti dei Citizens.

11. Il City ha vinto ogni partita in cui Fabian Delph ha giocato.

E non parliamo di un talismano. Delph arrivò a Manchester nel 2015, dopo aver dimostrato all’Aston Villa di essere un buon centrocampista. Da quel momento ha di fatto soltanto scaldato la panchina dell’Etihad, almeno fino al grave infortunio di Mendy.
Il colpo di genio di Guardiola ha reinventato il centrocampista a terzino sinistro, preferendolo ad un altro acquisto estivo, Danilo, ex Real-Madrid. Il risultato? 17 vittorie in 17 partite; Delph ha già giocato più minuti che in tutte le altre stagioni al City.

12. Nicolás Otamendi, che sarebbe un difensore centrale, ha già segnato 5 gol in tutte le competizioni. 

Anche i migliori attaccanti hanno giornate nelle quali la porta avversaria sembra stregata. Quando è successo ad Aguero o Gabriel Jesus, il City ha potuto comunque contare su altri elementi della rosa; tra tutti Otamendi, il tanto criticato difensore ex-Valencia, già a segno più volte in stagione.

13.  6 giocatori del City hanno segnato almeno 5 goal.

Mentre Salah e Kane stanno inizando ad andare in fuga per la vittoria del Golden Boot, il City ha 6 giocatori nella top-20. Il Barcellona di Guardiola era largamente Messi-dipendente, tanto da segregare Ibrahimovic e David Villa sugli esterni.

A Manchester Guardiola non si affida più ad uno specifico finalizzatore, l’undici ideale è in continuo mutamento, intercambiabile. Raheem Sterling guida la classifica con 14 gol, strettamente braccato da Sergio Agüero a quota 13. Ma i due, così come Sanè, De Bruyne, Silva e Gabriel Jesus, sono anche nella top-20 per assist:
Sterling: 14 gol e 6 assist
Agüero: 13 gol e 4 assist
Gabriel Jesus: 8 gol e 3 assist
Sanè: 6 gol e 9 assist
De Bruyne: 6 gol e 9 assist
Silva: 5 gol e 8 assist

14.  Con l’attuale ritmo il City guadagnerebbe 107 punti. Il record di punti in Premier risale al Chelsea del 2004-05, 95 punti.

Anche se probabilmente i citizens non arriveranno a toccare le 3 cifre, possono tranquillamente puntare al record assoluto di punti. In fin dei conti hanno vinto 20 partite su 22; anche perdendo il ritmo attuale disintegrerebbero un record vecchio 13 anni.

15. Confrontando i 5 top-campionati in Europa, il City possiede la più alta percentuale di possesso palla, il più alto numero di tiri in porta e il più basso di tiri concessi.

Rispetto a chiunque altro, non solo in Inghilterra, il City controlla il gioco in maniera più metodica e integrale. Dopo il terzo posto in Premier e l’eliminazione agli ottavi della passata stagione, il City sembra aver improvvisamente superato tutte le contendenti in campo europeo.
Il City non è solo il miglior club d’Europa al momento; è la migliore squadra in tutte e tre le fasi di gioco.

Per farla breve, anche da punto di vista statistico il City è, di gran lunga, la squadra più performante dell’attuale stagione e dell’ultimo decennio. Ora c’è solo da vedere se i ragazzi di Guardiola dureranno fino a fine stagione, ma tutti gli indicatori danno l’impressione che la macchina perfetta di Guardiola non abbia nessun punto debole.

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