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Ibrahim Sangarè: chi è la nuova stellina del Tolosa

Ibrahim Sangarè è più giovane di Ousmane Dembelè e più vecchio di Mbappè, ma è già alla terza stagione da professionista. Rispetto ai suoi più illustri colleghi gioca nel disastrato Tolosa, ma il recente exploit della nazionale francese ai Mondiali, arrivato due anni dopo una finale dell’Europeo persa in casa, ha di fatto riposizionato con forza la Francia sulla cartina geografica dei talent scout di tutto il mondo. Non è dunque una sorpresa che varie squadre europee, tra le quali l’Atalanta, abbiano tentato di avvicinarsi al classe ’97, faro di un Tolosa che fatica, e non poco, in Ligue 1.

I Bianco-Viola non chiudono una stagione con più di 50 punti dal 2013, e galleggiano ormai abitualmente nelle sabbie mobili della retrocessione. Ciònonostante, da Tolosa sono partiti alla conquista dell’Europa diversi profili interessanti, da Serge Aurier a Issa Diop, passando per il nuovo estremo difensore della Fiorentina, Alban Lafont.

Ibrahim Sangarè è, salvo grosse sorprese, il prossimo bianco-viola a seguire le orme dei suoi predecessori; dopo 6 scampoli di partita al primo anno da pro, l’ivoriano è riuscito, verso il finale della passata stagione, a conquistarsi un posto  a centrocampo chiudendo l’annata con 21 presenze, 1 gol e due assist. Con 21 anni ancora da compiere, Sangarè si appresta a giocare la sua prima stagione da titolare indiscusso; 9 su 9 in campionato prima di un piccolo infortunio, arricchite da un pesantissimo gol in casa del Guingamp.

Il suo unico gol in Ligue 1 fino ad ora, fortunato a trovarsi nel posto giusto al momento giusto, ma freddo a trasformare una buona occasione.

Rispetto alla scorsa stagione, Sangarè ha dimostrato una maturità (1.1 palle perse a partita contro le 2.1 della stagione 2017/18) ed una lucidità maggiore in tutte le fasi di gioco (81% di passaggi riusciti, rispetto al 74% della stagione passata), ottimizzando la propria corsa, evitando dispendiose progressioni palla al piede (da 6.3 a 4 a partita). Anche in fase di non possesso e di costruzione risulta molto più prezioso, ha quasi raddoppiato i tackle effettuati a partita (3.3 contro 1.9 della passata stagione) e aumentato sensibilmente le fasi di pressing (22 a 19).

Radar di Ibrahim Sangarè
La stagione di Sangarè finora, un mostro in fase difensiva, bene in fase di possesso, quasi assente nel concretizzare in gol.

Crescere a Tolosa

Il Tolosa è terzo in Ligue 1 per età media e nono tra i maggiori campionati europei, ma di certo non è terreno fertile per l’esplosione di giovani talenti. Il Tolosa è infatti la squadra in Ligue 1 con la maggiore differenza tra tiri fatti e subiti a partita (9 tiri fatti a partita contro i 18 subiti), oltre ad avere un possesso palla a partita medio del 42%, penultimo dato in Ligue 1.
Sangarè si inserisce quindi in un contesto complesso, nel centrocampo di una squadra spesso e volentieri costretta a difendere ad oltranza, e difficilmente pericolosa in attacco (meno di un gol a partita di media).

Fare un passo avanti in una realtà più importante del Tolosa, significherebbe dunque inserirsi in un sistema di gioco completamente diverso, in una squadra non più costretta a subire, ma a costruire prima di distruggere. Per capire se Sangarè è effettivamente pronto per una big, bisogna quindi chiedersi se, in una squadra dominatrice del campo, la sua qualità in fase di possesso possa già essere all’altezza.

Da questo punto di vista Sangarè ha dato già segni di miglioramento; da vertice basso scende spesso a prendere palla in mezzo ai due centrali, alimentando la manovra. Effettua in media 46 passaggi corti a partita, sbagliandone 5.6, forse troppi ma comunque un ottimo punto di partenza.
Quando ha spazio è solito condurre la palla in avanti, tentando di guadagnare campo, e generalmente non si fa problemi a verticalizzare, faticando comunque a trovare l’intuizione vincente (appena un assist in carriera ed una media di 0.9 passaggi chiave a partita). Inoltre, gli manca la confidenza, o la visione di gioco, per cercare un passaggio lungo: ha una media di 6,7 passaggi lunghi a partita, dei quali solo 3 arrivano a destinazione, il 45% appena.

Le qualità di Sangarè in fase di passaggio; nessuna verticalizzazione o lancio decisivo, ma comunque qualche buono spunto.

In ogni caso, i limiti in impostazione possono essere compensati dalla sua incredibile fisicità. I suoi 191 centimetri lo facilitano in fase di conduzione a saltare l’uomo, o ad eludere la marcatura (sui 3.2 dribbling tentati a partita più del 70% è efficace). Per certi versi ricorda il primo Bakayoko; un mostro capace di mangiare il campo in velocità saltando l’uomo.
Nonostante la stazza è molto coordinato palla al piede, ed è una preziosissima arma per il Tolosa per prendere un po’ di ossigeno e ripartire, in conduzione perde mediamente poco più di 1 palla a partita. Talvolta si intestardisce troppo nel cercare di arrivare in porta col pallone, venendo contrastato con successo 1,7 volte a partita, dato sul quale deve assolutamente migliorare.

Qualche buona incursione palla al piede di Sangarè; salta all’occhio, nonostante la sua altezza, la buona coordinazione dell’ivoriano.

Dal punto di vista difensivo è un po’ più difficile stabilire quanto Sangarè sia effettivamente efficace; dal momento che il Tolosa concede 20 tiri a partita e, generalmente, gioca in apnea, gran parte del lavoro difensivo di Sangarè arriva nei 30 metri a difesa della porta. A difesa schierata è preziosissimo a rubare il pallone all’avversario, grazie ale doti fisiche ed atletiche riesce a tenere testa anche ai migliori dribblatori della Ligue 1.
Resta però difficile da capire quanto possa essere efficace a recuperare palloni 30 metri più avanti, con più campo da coprire.

Le eccezionali caratteristiche fisiche ed atletiche, unite al buono bagaglio tecnico fanno di Sangarè un profilo interessante, ma c’è un fondamentale nel quale c’è molto da migliorare: il posizionamento.
Soprattutto in fase d’attacco, Sangarè dà l’impressione di essere spaesato, o comunque di non riuscire a leggere alcune fasi di gioco, negando ai compagni facili vie di passaggio o sbagliando i tempi di inserimento. Difficoltà tattiche che sono replicate anche in fase difensiva, dove Sangarè capisce troppo in ritardo lo svolgimento del gioco, facendosi trovare nel posto sbagliato in più di un occasione.

In una squadra con maggior talento ed un allenatore più minuzioso, in ogni caso, le difficoltà possono assottigliarsi notevolmente; ed anzi, l’impressione è che ci siano dei margini di miglioramento enormi.

A meno di un calo improvviso, Ibrahim Sangarè sarà il prossimo giovane talento ad abbandonare Tolosa per cercare la fortuna altrove; il suo strapotere fisico, unito ad una buona dose di talento fa di lui un prospetto utile per tante squadre, come ago della bilancia tra i reparti.

Il capitano del Tolosa, Max Gradel, ivoriano, ha soprannominato il centrocampista ivoriano “Yaya Tourè”, in riferimento alle caratteristiche simili all’ex Barcellona e City. E di Gradel ci si può fidare, lui che con Yaya Tourè ha condiviso più di 20 battaglie con la maglia della sua Costa d’Avorio.
L’impressione è quella che, forse un po’ più in ritardo rispetto ai suoi illustri colleghi galletti, anche Ibrahim Sangarè si stia preparando a farsi spazio in una realtà più importante; in fondo anche Yaya Tourè all’età di Sangarè giocava ancora in Belgio.

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