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I gol più belli del 2017

Nonostante la Serie A venga ritenuta qualitativamente inferiore agli altri massimi campionati europei, nell’anno solare 2017, sono stati siglati numerosi gol degni di riconoscimento. Una notevole eterogeneità ha contraddistinto le marcature del nostro campionato, infatti, le reti hanno messo in mostra diverse caratteristiche che la Lega italiana può offrire. Tiri al volo, grandi giocate preparative, sgroppate a tutto campo e magie da fuori area. Un vero spettacolo per gli occhi, che promettono bene per il calcio che verrà, il quale sembra sempre più indirizzato ad una predominanza tecnica, piuttosto di quella fisica, che ha padroneggiato nel mondo del pallone negli ultimi anni.

6) Lorenzo Insigne (Sampdoria – Napoli)

Non rallenta la corsa, si sposta solo di qualche passo più a sinistra del pallone. Alza la testa, prende bene la mira. Si avvicina a piccoli passi alla palla con le sue corte leve. Apre il piede e impatta. La palla scende e batte il portiere.
È la specialità della casa, la ricetta del piatto forte di Lorenzo Insigne, quelle traiettorie maledette che il momento prima sembrano essere innocue, il momento dopo ammutoliscono stadio e compagni.
Insigne lascia tutti senza parole quel pomeriggio a Marassi, forse anche più del solito, perchè quella traiettoria sembra disegnata col pennello. Gli viene concesso forse troppo spazio, lui ringrazia e si avvicina pericolosamente alla porta. Poi all’improvviso decide che è il momento di tirare fuori la bacchetta magica. L’attimo successivo la palla è in porta, tipico gol alla Lorenzo Insigne. La ricetta magica.

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5) Radja Nainggolan (Inter – Roma)

La Roma si presenta a San Siro pronta a difendere un terzo posto contro una Inter che viene da uno stato di forma grazioso, rivitalizzato dalla cura Pioli. Una partita fondamentale per decretare chi realmente possa accedere alla qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Le differenze di qualità e di palleggio emergono subito agli occhi di tutti. Capitolini decisamente superiori, soprattutto a centrocampo, dove possono far affidamento su un giocatore che sta vivendo la sua migliore stagione in Serie A. Radja Nainggolan, dopo aver siglato il gol del vantaggio con un fantastico gol a giro, decide di crearsi da solo la terza rete che chiude definitamente il match. Scappa dalla marcatura di un impacciato Gagliardini, che recrimina un fallo ai suoi danni, e si immola verso la trequarti avversaria. Di fronte a sé si presentano tre giocatori nerazzurri che temporeggiano, tenendo d’occhio altrettanti attaccanti giallorossi. Il Ninja, però, sa di poter contare sulle proprie forze più che in qualsiasi altro momento, di conseguenza, decide di abbassare la testa, puntare la porta e lasciar partire un missile terra aria che si stampa sotto all’incrocio dei pali.

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4) Dries Mertens (Lazio – Napoli)

Capolavoro. Ecco quello che tutti hanno pensato dopo aver visto la delizia del folletto belga. Una mente folle quella di Dries Mertens, che inizia il campionato proprio come lo aveva concluso, segnando a raffica. Una partita complicatissima per i partenopei, ospitati all’Olimpico da una temutissima Lazio, che sembra aver confermato le certezze della passata stagione. I ragazzi di Inzaghi passano in vantaggio con De Vrij, basta poco però al Napoli per ribaltare il risultato. A metterlo in cassaforte, invece, è proprio l’attaccante “piccola taglia” della formazione di Sarri, che dopo un’ottima chiusura di Strakosha, il quale respinge la palla verso il fallo laterale, si inventa un pallonetto capolavoro. Si gira repentinamente e con un delicato scavetto, da posizione umanamente impensabile, supera il portiere laziale.

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3) Juan Cuadrado (Juventus – Inter)

Tanto bello quanto importante.
La Juventus ospita un derby d’Italia cruciale, la nuova Inter di Pioli stava pericolosamente rimontando posizioni su posizioni; la quadratura del cerchio disperatamente cercata da De Boer sembrava finalmente essere raggiunta.
Una partita tiratissima, fisica e molto equilibrata, che non poteva che essere decisa da un lampo di un singolo. E che lampo.
Cuadrado raccoglie la respinta dei nerazzuri da corner e, senza pensarci due volte, prende la mira. Quello che fa partire è un capolavoro balistico, un missile che taglia l’affollata area di rigore per fermarsi alle spalle di un impotente Handanovic.
I ragazzi di Pioli possono solo seguire con lo sguardo quella perfetta linea tratteggiata che nasce dai piedi del colombiano e va spegnersi in rete.
Finirà 1 a 0. Spettacolare e decisivo.

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2) Ivan Perisic (Inter – Spal)

Il lunch match che va in scena a San Siro testimonia lo stato di grazia dell’Inter di Spalletti. 60.000 spettatori fanno da cornice ad un piovoso mezzogiorno in quel di Milano. Inter in vantaggio con il gol di Icardi su rigore, assegnato per una delle prime volte con la tecnologia sperimentale del VAR. Nonostante la predominanza nerazzurra, la Spal si presenta alla scala del calcio proponendo un bel gioco e rendendosi insidiosa più di una volta. A chiudere i conti, se non è il capitano milanese, non può che non essere il croato Ivan Perisic, secondo miglior marcatore dell’ultimo biennio interista. Cross dalla destra dell’assistman Antonio Candreva che finisce sui piedi del “terribile”, che senza pensarci due volte decide di chiudere a rete al volo, con un gran tiro di mancino. Niente da fare per Gomis.

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1) Patrik Schick (Sampdoria – Crotone)

“Dennis Bergkamp who?”
Il pomeriggio soleggiato a Marassi assume improvvisamante delle sembianze British; non è come la nuvolosa Newcastle del 2002, ma il 14 dei blucerchiati fa tornare a galla le imprese degli invincibili di Wenger. Palla da una parte, giocatore dall’altra, prima di concludere a rete. Come Dennis Bergkamp 15 anni prima.
Per un attimo Patrik Schick e la leggenda olandese si fondono; un gesto tecnico che in 15 anni nessuno era riuscito a replicare. Unica differenza? Bergkamp aveva 33 anni quando ha tirato fuori dal cilindro un lampo del genere, Schick 21.
Per commentarlo basterebbe l’espressione di Giampaolo, o le sue parole:
“Un capolavoro. Una perla di grandissima fattura, perché ha anticipato il pensiero dell’avversario”.

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Extra: Simone Verdi (Bologna – Crotone)

Mai successo nella storia. Un avvenimento inconcepibile per chi pratica il calcio da una vita. Sono sempre esistiti gli ambidestri, coloro capaci di utilizzare alla stessa maniera entrambi i piedi. La cosa straordinaria, però, è il fatto che Simone Verdi sia uno specialista di calci piazzati, sia che essi debbano essere calciati di destro o di sinistro. Non importa la posizione della sfera, è lui ad adattarsi, è lui a decidere con che piede trafiggere il portiere avversario. Bologna – Crotone entra nella storia non tanto per la vittoria in rimonta dei calabresi, ma per il fatto che il numero 9 rossoblu sia andato a segno due volte su punizione, con due piedi diversi.

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