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Dal Chelsea a Venezia: la storia di Harvey St Clair

Harvey St Clair, promettente 19enne sbocciato nell’Academy del Chelsea, ha scelto Venezia. E non per una vacanza. In fuga dalla Premier, pur di evitare un estenuante girandola di prestiti, ultimo esempio di una lunga lista di fuggitivi che conta i vari Jadon Sancho (Borussia Dortmund), Noni Madueke (PSV), Jonathan Panzo (Monaco) e Liam Henderson (Hellas Verona).
La politica dell’Academy dei Blues è ormai da anni chiara, grazie anche alle collaborazioni con vari club dell’Eredivisie, quale il Vitesse. Il Chelsea è da svariati anni ormai che spedisce annualmente una vera e propria armata di giocatori a crescere all’estero, in quella che solitamente è una situazione vantaggiosa per i londinesi, per i giocatori e per il club ospitante, ma che talvolta si traduce in un grande rimpianto (vedi Kevin De Bruyne). Prestiti che solo sporadicamente si traducono in un ritorno a Stamford Bridge. Gareth Southgate, commissario tecnico inglese, ha spesso consigliato ai giovani talenti di cercare opportunità all’estero, ed ecco che St Clair, messosi in vetrina dopo un straordinario torneo di Tolone, arriva ad un bivio.

Da Londra a Venezia

Dopo 11 anni nelle giovanili del Chelsea, St Clair, 19 anni appena compiuti, decide di emigrare in Italia, e lo racconta in un’intervista: “Non c’erano squadre come Zenit o Watford. O Chelsea, o Venezia, così ho pensato che la scelta migliore per il mio sviluppo calcistico fosse Venezia; mi piaceva l’idea che fosse una nuova sfida.”
Una scelta quasi obbligata per St Clair: “È normale che i giovani inglesi cerchino un’opportunità ed il livello della Premier League è così alto che diventa più difficile per i giovani d’oggi arrivarci- afferma lo scozzese -fossi rimasto sarei probabilmente andato in prestito da qualche parte.”
Harvey St. Clair a Venezia per la sua presentazione
St. Clair a Venezia (foto goal.com)

St Clair: uno scozzese a Venezia

Venezia non è in ogni caso un piano B; il progetto dei leoni di tornare nel calcio che conta si sta lentamente concretizzando, con la squadra, allenata la scorsa stagione da Pippo Inzaghi, che si è arresa solo al Palermo nei play-off.

St Clair ha iniziato col piede giusto, con un debutto nella prima partita ufficiale, in coppa contro il Südtirol: “Il mio debutto è stato incredibile. I fan in Italia sono molto appassionati e giocare davanti al mio pubblico è stato un momento indimenticabile. Ho guardato molto calcio italiano da bambino, l’Italia sembra un bellissimo posto nel quale giocare a calcio.”

Dopo il precoce esordio, però, lo scozzese sta faticando più del previsto a trovare spazio nella prima squadra, nonostante due gol in due presenze nella primavera del Venezia: “Il mio obiettivo è di giocare più partite possibile ed aiutare la squadra. Ogni giorno voglio migliorare ed imparare dai miei compagni.” Compagni che hanno positivamente impressionato St Clair: “Sono davvero forti, è impressionante- confessa il 19enne- siamo una squadra con tanti giovani, ma anche molti veterani, non è più come giocare nelle giovanili, questi sono giocatori adulti molto forti e tecnici; dal punto  di vista tattico lavoriamo molto con i video, guardiamo le nostre partite ed analizziamo cosa va e cosa non va; corner, rimesse laterali, punizioni, mettiamo cura in ogni singolo aspetto. Più si alza il livello maggiore è la cura per i dettagli.”

Harvey St Clair non ha rimpianti, è contento di aver lasciato i Blues, dei quali è comunque ancora tifoso; semplicemente era la cosa da fare in quel momento, e, forte di un contratto quadriennale, spera di arrivare il prima possibile nel calcio che conta col suo Venezia.

Ogni tanto scrive ai suoi ex-compagni al Chelsea, come Callum Hudson-Odoi e Tammy Abraham, entrambi promossi in prima squadra dopo una grande pre-season, ma poi utilizzati col contagocce. Loro hanno scelto di restare, e stanno affrontando i problemi che St Clair ha deciso di evitare emigrando in una realtà minore. La scelta migliore? lo scopriremo tra un paio d’anni.

 

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