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FrogLife Ep. [8] – Inter Bologna

Ad sfondo giallo robinodds guadagna con le partite di calcio

Basta poco per diventare un eroe, ma basta un singolo attimo per entrare nel buio tunnel dell’odio fallimentare. Senza via di uscita.

San Siro comincia a rumoreggiare, spazientito, i nerazzurri dominano senza concretezza. Mister De Boer le prova tutte, i ragazzi si dannano l’anima, ma dopo più di venti tiri scoccati verso la porta difesa da Da Costa, al 92esimo il tabellino recita ancora uno ad uno.

Buona parte del pubblico abbandona gli spalti, quando il pallone della vittoria cade sulla testa di Andrea, appena prima del dischetto: manca la precisione, la palla sfila a lato. Andrea si accascia a terra, le mani nei capelli. 

Un giorno in alto, tra le nuvole; l’alba successiva sotto terra, a mangiare la polvere. Un istante gigante, quello subito dopo formica. 

Ora osannato dalla gente, tra poco solo in un mondo gonfio d’ego e distratto. 

Mentre prendono il respiro per gridarti eroe, sono già pronti a cambiare la forma delle loro parole.

Estremità più alta, per un secondo, per poi sbattere violentemente il viso sull’asfalto.  

Paradiso e inferno, senza passare dalla mediocrità e anonimato del purgatorio. 

I risultati oscillano, periodicamente e perpetuamente, in questo gioco in cui si porta a casa qualche mano, per poi lasciare le fish nei turni successivi. Non v’è stabilità, e quando pare esserci è momentanea, effimera.

L’uomo che si focalizza sull’intensità dell’attimo è perduto, schiacciato dai colpi altrui, senza possibilità di rialzarsi.

A vincere è chi riesce ad avere una lucida visione d’insieme, chi non si azzarda a mettere la dignità sul piatto del giudizio. Chi afferra e si convince del fatto che a valere, in fondo, non è tanto il giudizio altrui, quanto più ciò che si tiene dentro. Le motivazioni, la consapevolezza, il personale taglio conferito all’oggettiva narrazione. Costui riuscirà a restare più a lungo vicino al creatore, voltando orgogliosamente le spalle a lucifero. 

“Dal più scarso del mondo ad eroe?! Sono cose che non mi toccano” (A. R.)

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