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FrogLife Ep. [7] – Una spalla, un amico

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“Sarò il tuo specchio, rifletterò quello che sei, nel caso non lo sapessi” cantavano nel 1967 i Velvet Underground.

Sarò il tuo specchio, rifletterò esattamente ciò che vedo. Siamo molto lontani: se il mio carattere sorseggia un mojito su una spiaggia caraibica, il tuo scivola sui pattini nello spettacolo di un lago ghiacciato. Probabilmente condividiamo soltanto la terra d’origine, ma non importa. La diversità, è sempre una risorsa, un’occasione di arricchimento. Per questo ci sarò, ti costringerò a guardarti allo specchio, per mostrarti chi sei davvero, tutte le volte in cui te lo sarai scordato.

Lo ricordo come fosse ieri, il tuo esordio al mio fianco. Tenemmo insieme gli scudi fino alla vittoria, pur sofferta. Nonostante questo ci andarono giù pesante, a causa di due sbavature che causarono le due reti genoane. Da quella sera, allungai il mio braccio per cercare di proteggerti, sotto la mia ala. Dicono sia un gesto profondo, espressione di un sentimento altissimo, quello di protezione, perché lascia un segno tangibile anche quando la persona che l’ha compiuto si allontana.

Seppur breve, il percorso insieme è stato intenso: abbiamo combattuto fianco a fianco, ogni settimana, fedeli nella fortuna come nelle difficoltà. Abbiamo annullato ogni distanza, trovato armonia tra la diversità.

Io oggi ho finito qui, ma ho una cosa da chiederti. Mi piacerebbe indossassi la mia maglia, la mia 23, almeno per un po’.

Io continuerò a correre al tuo fianco: mi sentirai, ogni domenica, quando ti chiamerò l’uomo, ti esorterò a salire, o ti redarguirò per una diagonale imprecisa.

Su di me potrai sempre contare.

Il tuo specchio, l’occhio di un amico.

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