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Fidarsi di Okaka

Le promesse, spesso, non vengono mantenute. Un dato di fatto; il rischio di assicurare una persona che qualcosa avverrà per certo è il preludio ad un probabile fallimento. Per quale motivo? Ce lo siamo chiesti spesso, soprattutto nel mondo del calcio, quando una giovane stella tutto ad un tratto smette di brillare e si trasforma in cometa, per poi sparire nel nulla cosmico.

C’è chi invece si diverte a giocare con i sentimenti, mantenendo le promesse sporadicamente. Bussa alla porta ogni anno, o forse due, “toc toc, sono tornato, questa volta per sempre…”. Il per sempre non esiste, ma tra la costanza dell’essere e la completa assenza c’è di mezzo un’infinità di sfaccettature, colori, profumi e pensieri.

Stefano Okaka Chuka, dicci chi sei. Una stella, una cometa, o semplicemente il fanale di una vecchia auto, che si accende una volta su dieci, dopo manovrati tentativi? Ci credevamo, poi ci ricredevamo e poi ancora, e ancora. Un loop infinito, un viaggio senza meta nei cuori romantici di chi crede nel calcio fatto di valori, nelle gesta che non potevano appartenere ad una persona casualmente.

“Toc, toc, sono di nuovo io”, e perché non crederti?

Uno dei primi squilli di Okaka tra i grandi. Il ragazzo originario di Castiglione del Lago, dalle sfumature nigeriane, cresce nel settore giovanile della Roma dove riesce a spiccare per la sua statuaria fisicità. Nel 2005 inizia ad entrare nel giro della prima squadra, con cui esordisce in Coppa UEFA diventando il più giovane giocatore italiano ad aver calcato un campo europeo. L’8 dicembre dello stesso anno riesce a centrare la prima rete italiana nel sontuoso 3-0 rifilato dai giallorossi al Napoli, una marcatura agonisticamente rabbiosa che culmina in un’esultanza altrettanto energica.

Gol di Okaka al minuto 2:43

È passato qualche anno e il seme di Okaka non riesce a sbocciare definitivamente. Sulla panchina giallorossa siede Claudio Ranieri, ancora inconsapevole di riuscire a riscrivere la storia della Premier League una manciata di anni dopo, che può vantare un parco attaccanti di altissimo livello. Assieme all’intramontabile capitano Francesco Totti, il reparto offensivo è composto da Vucinic e Toni, senza dimenticare “la bestia” Julio Baptista, schierato come unica punta in quel pomeriggio soleggiato romano, a causa dell’assenza degli altri compagni di reparto. Stefano Okaka, con le valigie pronte in direzione Londra dove sarà impegnato con la maglia del Fulham per 6 mesi, viene convocato da Ranieri in totale emergenza. La partita non riesce a trovare una vincitrice dopo il momentaneo 1-1 siglato da Riise e Vergassola, tanto che a pochi minuti dalla fine Ranieri decide di inserire Okaka al centro dell’attacco. Basta un’unica occasione, uno spiraglio e a deciderla è proprio il giovane attaccante con una prodezza di tacco, ultimo saluto ad un capitale e ad una Curva Sud mai più vissuta da protagonista.

La seconda vita di Stefano Okaka Chuka, dopo una girandola di prestiti tra Serie A, Serie B e Premier League, sembra possa avere inizio a Genova, sponda blucerchiata. Corre la stagione 2014-2015 e in 45 presenze riesce a siglare 9 gol. Numeri record per una punta che non ha mai fatto della prolificità la sua miglior arma, puntando maggiormente a fornire supporto alla manovra della propria squadra.

È la Sampdoria di Eder, Gabbiadini e Mihajlovic, è la Sampdoria anche di Okaka e del suo strapotere fisico. Le due prodezze che hanno fatto aprire gli occhi a tutti gli appassionati, facendo sorridere gli scout che tanti anni addietro lo avevano consegnato alle porte di Trigoria. Corsa, dribbling, protezione di palla, tutto condito da un alto tasso di conversione a rete.

E così, come spesso accade in Italia, i grandi talenti si vedono costretti ad emigrare all’estero per poter affermare la propria forza. E dopo una splendida parentesi all’Anderlecht, dove mette a segno 13 gol in 27 apparizioni, arriva la chiamata della famiglia Pozzo. Okaka non torna in Italia, bensì viene ingaggiato dal Watford, ritornando in Premier League con la speranza di lasciare il segno, dopo l’inerme parentesi nelle file del Fulham. Carico di grandi responsabilità e di un’attenzione particolare del riflettore che punta la luce sulle sue prestazioni, ancora una volta, Stefano, decide lentamente di spegnersi.

E ora, Okaka è tornato in Italia, con qualche anno di ritardo, ma con un briciolo di magia lasciata nei cuori dei tifosi che credono ancora nel romanticismo di una storia di amore mai corrisposta.

Stefano Okaka Chuka è un nuovo giocatore dell’Udinese, ha già iniziato a brillare, non possiamo non crederti.

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