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De Paul si è preso la scena

Al giorno d’oggi, sembra che dopo aver effettuato una giocata o una partita positiva non si sia soddisfatti se dagli studi di Sky o dai seggiolini della tribuna non arrivi l’approvazione di Lele Adani, commentatore dalle sembianze di un vate all’interno di un mondo che appare sempre più investito da mediocrità. L’ex difensore professionista è un amante di calcio, un vero intenditore, un appassionato che si fa trasportare dalle emozioni di questo sport riuscendo a trasmetterle ai telespettatori a casa, i quali possono sfiorarle tra gli atomi che compongono l’aria del proprio salotto.

De Paul Racing
Foto: TN.com

Lo ha detto Lele Adani, allora sarà vero, infatti, durante la partita tra Udinese e Milan, decisa all’ultimo dalla bordata sotto la traversa di Romagnoli, lo specialista del “futbol”, si esprime in favore di Rodrigo De Paul, sottolineandone le qualità tecniche manifestate già ai tempi del Racing.

Sembrerebbe proprio così, forse con due anni di ritardo rispetto alle aspettative, tempo necessario per trovare il feeling con il nostro campionato, ma Rodrigo De Paul si è preso sulle spalle l’Udinese e la sta conducendo verso una sperata salvezza, riuscendo a conquistare anche la convocazione con la maglia albiceleste.

Piacere, Rodrigo…

Sbarca sul pianeta Udinese in un momento personale abbastanza delicato e in un periodo in cui i bianconeri non sanno ancora cosa vogliono, combattuti tra il cantiere che porta alla costruzione del nuovo stadio e la miscela di amore con la squadra inglese del Watford. Un’assenza generale di identità, che riesce a far convivere i dubbi esistenziali dell’argentino col suo nuovo club, dopo un’esperienza spagnola con la maglia del Valencia tra luci ed ombre. Rodrigo gioca, ma non incide, sembra aver perso la brillantezza che tanto era stata ammirata in madrepatria, quindi perché non ripartire?

Molto spesso le caratteristiche fisiche e tecniche dei giocatori sudamericani sono altamente complesse, così ipnotiche da risultare difficile trovarle una giusta quadratura all’interno del calcio italiano, uno degli sport più spigolosi al mondo. Il calcio italiano non è fantasia, è strategia, utilizzare il talento solo se questo riesce a sposarsi con le coperture e le ripartenze di chi deve raggiungere un determinato obiettivo, altrimenti, il talento si siede in panchina, a guardare.

Che le movenze e il tocco di palla fossero sopra la media è facilmente intuibile accendendo la televisione una qualsiasi domenica pomeriggio, il problema di De Paul, però, è sempre stato il suo caratteraccio eccessivamente argentino, quando la foga di strafare scavalca il cancello e sfocia in colpi di testa da far perdere la razionalità. Non è un caso che all’esordio con il Valencia, durante la sua prima apparizione nella Liga spagnola, viene espulso dopo 60 secondi dal suo ingresso in campo.

Tornando all’estate 2016, Rodrigo si presenta ai cancelli del centro sportivo Dino Bruseschi, dove ad accoglierlo c’è Luigi Delneri, pronto a condividere il contenuto del suo bagaglio di esperienza con l’intento di placare gli animi dell’argentino e di plasmarlo al calcio italiano. È proprio il tecnico friulano a trasformarlo da trequartista ad ala. La concezione dei ruoli nel calcio italiano è un principio che trae le sue origini ancora da quando le posizioni in campo venivano assegnate in base ai numeri, ideale che nel resto del mondo è andato scemando, dove viene mantenuta una particolare struttura tattica solo per la difesa. De Paul, infatti, è uno di quei classici giocatori senza ruolo, un anarchico perfettamente ordinato, va dove vuole, ma al momento giusto.

Così la prima stagione con la maglia dell’Udinese si conclude sotto le aspettative, o meglio, in Friuli non sono mai stati abituati ad acquisiti di così alto calibro e quando sotto l’ombrellone avevano scorto il suo nome sulla Gazzetta dello Sport, qualche fantasiosa idea europea si stava facendo largo tra le menti degli appassionati.

Delneri, Oddo e Tudor, un trittico dal grande passato per far fare il salto di qualità all’argentino. La stagione 2017/2018 deve segnare la svolta, Rodrigo preme la frizione, scala la marcia e preme forte sull’acceleratore. Trovare una giusta continuità cambiando tre allenatori è un’impresa altamente complicata, soprattutto per una ragazzo classe ’94 che non fa dello spirito di adattamento il suo cavallo di battaglia. Nonostante il travaglio durato 10 mesi ed un exploit sotto la guida Oddo terminato in un disastroso fine di stagione, il fantasista conclude l’annata segnando sul proprio taccuino personale un netto miglioramento, linfa vitale e piccolo avviso a chi credeva in lui: sto arrivando.

Se nella prima stagione mette a referto 4 gol, 2 assist, 7 cartellini gialli e 1 rosso, a testimonianza di un passo troppo corto verso la maturità; l’anno scorso l’argentino riesce a manifestare una buona crescita a livello tecnico e mentale, siglando 4 gol, 7 assist, ma soprattuto limitando le punizioni disciplinari che si limitano solamente a 4 cartellini gialli.

…scusate il ritardo

E arriviamo al presente, alla tredicesima partita di campionato, in panchina Velazquez è stato rimpiazzato da Nicola e l’Udinese centra un’incredibile vittoria contro la Roma di Di Francesco. A segnare, neanche a dirlo, è proprio Rodrigo De Paul, che dopo essere riuscito ad infilarsi tra la difesa giallorossa, mettendo in mostra tutto il suo essere, forza fisica e controllo palla, insacca alle spalle di Olsen.

Adesso sappiamo chi sei. 13 partite per far capire che De Paul è entrato a far parte del mondo dei grandi, forse con un pizzico di ritardo, ma finalmente i suoi tifosi possono godersi il gioiello che hanno lucidato per due anni, fino ad ottenere una perfetta brillantezza. Sarà stata l’influenza spagnola di Velazquez, o le molteplici sfumature assorbite dalla manciata di allenatori che lo hanno guidato, però l’argentino è riuscito a completarsi, ha trovato l’ultimo pezzo del puzzle e se lo è incollato addosso, tanto da riuscire a conquistare anche la chiamata della nazionale Albiceleste.

Quest’anno ha raggiunto già quota 6 gol, superando il suo record a solo un terzo di campionato completato, ma non sono solo i numeri relativi alle marcature che fanno stropicciare gli occhi agli appassionati. De Paul, con i suoi centri e i 3 assist, ha partecipato a 9 dei 12 gol dell’Udinese, nonché al 75% dello score totale della sua squadra. Sebbene il ruolo di fantasista sia rimasto fisso nel tempo, rispetto alle altre stagioni, l’argentino conclude maggiormente verso la porta (2,4 tiri a partita, circa il doppio rispetto allo scorso anno). In generale, il numero 10 si rende più partecipe alla manovra friulana completando 47 passaggi di media a partita con il 77,3% di precisione, numeri confortanti vista la zona ad alta densità avversaria che ricopre il giocatore in campo.

La carriera di Rodrigo De Paul è ufficialmente decollata, allacciate le cinture, potrebbe essere un viaggio molto lungo.