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Analisi del lunedì: Udinese-Roma

In collaborazione con “Gegenpressing“: il loro video lo trovate qui

 

Non c’è due senza tre. Una Roma rigenerata dagli ultimi due successi contro Verona e Benevento si presenta alla Dacia Arena in cerca della terza vittoria di fila. Ad ospitare i giallorossi ci sono i ragazzi di Oddo che, dopo un avvio di stagione con il freno a mano tirato, sono riusciti ad uscire dalla zona rossa della classifica, seguendo alla lettera le direttive del tecnico abruzzese. La truppa di Di Francesco, rispetto all’inizio del campionato, può far affidamento su un valore aggiunto: Cengiz Under, il turco classe 1997, che si è messo in mostra nelle ultime due settimane, personificazione dell’ancora di salvezza per una Roma che sembrava diretta alla deriva.

I friuliani si schierano con il consueto 3-5-2: in difesa Stryger Larsen è preferito a Nuytinck; in attacco spazio, un pò a sorpresa, a Stipe Perica. Di Francesco risponde con un 4-2-3-1 “spallettiano”, con Nainggolan dietro le punte nel ruolo che gli aveva ritagliato la passata stagione il tecnico di Certaldo. A centrocampo rientro, dopo un mese di stop, del capitano Daniele De Rossi. Con la fondamentale sfida a Kharkiv contro lo Shaktar Donetsk alle porte, il tecnico ex-Sassuolo decide di per far rifiatare Kolarov (per lui in stagione già  2.579 minuti, secondo solo ad Alisson): in difesa spazio a Juan Jesus. Davanti ancora fiducia al turco Under, vero e proprio mattatore nelle ultime uscite.

 

Il piano partita di Oddo è chiaro fin dai primi minuti e giustifica la scelta di Stipe Perica come terminale offensivo; l’idea del tecnico ex-Pescara era quella di tenere la squadra relativamente lunga, con la difesa bassa e il croato come centravanti boa, in modo da sfruttare i suoi centimetri sia in fase di impostazione, tagliando il centrocampo con palle lunghe (saranno 77 a fine partita), che in fase di finalizzazione sfruttando i cross degli esterni. Ali Adnan e Widmer effettueranno, infatti, rispettivamente 7 e 6 cross verso il centro, senza però mai portare grossi pericoli alla porta di Alisson.

 

Nell’arco della partita emergono tutte le difficoltà in fase offensiva dei friulani, che non vincono e segnano più di un gol dal 30 dicembre. In effetti, l’Udinese è pericolosa solamente in due circostanze grazie a degli errori individuali commessi dalla squadra di Di Francesco. La prima situazione ha origine da un disattento retropassaggio di Juan Jesus, la seconda, invece, viene innescata da una rimessa laterale veloce di De Paul, che mette in mostra le sporadiche disattenzioni della difesa giallorossa. Merito va anche alla Roma che riesce a neutralizzare senza troppi problemi il piano partita bianconero. Il pressing capitolino, infatti, obbliga la difesa dell’Udinese ad adottare diverse palle lunghe, le quali risultano spesso imprecise e frenetiche, senza essere in grado di creare grandi affanni alla solida coppia formata da Fazio e Manolas. I due colossi romanisti primeggiano nelle palle alte per tutta la gara, chiudendo con il 66% di contrasti aerei vinti, perdendo il duello in una sola situazione contro Perica.

 

La Roma riesce a neutralizzare alla fonte i tentativi dell’Udinese grazie ad un pressing spietato e molto alto; i giallorossi erano reduci da due sofferti e poco convincenti successi contro Verona e Benevento, ma sono riusciti a disporsi in maniera più ordinata, soprattutto in fase di non possesso.
A fine partita Di Francesco ha ammesso che la partita dei suoi è stata la migliore del recente passato, aggiungendo che c’è ancora molto lavoro da fare. Impossibile dare torto al tecnico che può però sorridere grazie a due note liete:  il ritorno di un ordinato ed esperto De Rossi (93,3% di precisione passaggi) e la grande prestazione di Nainggolan: molto più a suo agio 20 metri più avanti.

 

La scelta di avanzare Nainggolan si è rivelata vincente in tutte le fasi: il belga ha contenuto Behrami in fase di pressing, tagliando le linee di passaggio per lo svizzero,  incaricato da Oddo nella costruzione della manovra. Barak e Fofana, impegnati più nel raddoppio sull’esterno che nella difesa degli spazi centrali, lasciano Behrami solo in fase difensiva a dover difendere una porzione di campo troppo grande e a dover lasciare spazio all’inventiva di Nainggolan, autore di un assist vincente, 2 tiri e 7 passaggi chiave.

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La mappa dei passaggi effettuati da Nainggolan

Guardando la mappa dei passaggi effettuati è ancora più chiaro come il belga, rispetto a quando agisce da mezzala, riesca a giocare a tutto campo ed a catalizzare palloni nella metacampo avversaria, rendendosi molto più pericoloso. Di Francesco, consapevole delle spiccate capacità di finalizzazione di Nainggolan, decide, finalmente, di schierarlo in una posizione più offensiva, cercando di aumentare la prolificità dei centrocampisti, i quali risultano molto meno incisivi rispetto alle passate stagioni.

 

Nel complesso la prestazione della Roma può considerarsi più che positiva: buon pressing e ottima fase difensiva, ciònondimeno, appaiono ancora chiari i limiti offensivi dei giallorossi che faticano a verticalizzare ed andare a rete rapidamente. Dzeko viene servito poco (solo 46 palloni toccati) e rimane troppo isolato in più di una situazione, limitandone le sue capacità di proteggere palla e servire la sfera al compagno vicino. In questo senso il passaggio al 4-2-3-1 toglie al bosniaco la possibilità di duettare con la mezzala, che ha il compito di servire in profondità il taglio dell’ala, dopo lo scarico del centroavanti. Il numero 9 giallorosso svolge comunque un enorme lavoro in fase di distribuzione del pallone, il suo posizionamento medio è addirittura più basso di quello di Under, a testimonianza dell’impegno messo a disposizione della squadra.

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Il posizionamento medio dei giallorossi

Facendo riferimento al posizionamento medio dei giallorossi, salta subito all’occhio l’assimetria tra la corsia destra e quella sinistra: Florenzi (24) e Under (17) ricoprono una zonundera di campo vistosamente più avanzata delle loro controparti a sinistra, El Shaarawy (92) e Jesus (5).

Alla fine ci pensa Under. Il turco decide la partita con una grande gol da fuori area, ma, spesso e volentieri, predilige la soluzione personale, o comunque il dribbling, al posto di una giocata semplice. Il 20enne è in un perfetto stato di forma e riesce sempre ad essere pericoloso, non a caso gran parte degli attacchi giallorossi sono partiti dalla corsia di destra, dove Florenzi agisce da vero e proprio tuttofare: 74 passaggi, 7 lanci riusciti, 5 cross e 2 passaggi chiave. In generale, la Roma è in grado di creare tante palle gol, ma ad un basso coefficiente xG, infatti, la partita si risolve con un tiro da lontano, una soluzione sulla carta poco pericolosa (xG di 0.03).

L’Udinese deve tornare, obbligatoriamente, a fare risultato per poter vivere notti serene e concludere la stagione in maniera tranquilla, anche se, con 33 punti, il traguardo della salvezza è veramente ad un passo. D’altro canto la Roma, con il cambio di modulo, sembra aver trovato una precisa stabilità che gli ha permesso di ottenere 3 vittorie consecutive e balzare al terzo posto in classifica. Per i giallorossi la salita è appena cominciata, vediamo se Di Francesco sarà in grado di tarare i proprio giocatori per riuscire ad affrontare al meglio la doppia sfida, contro Shakhtar Donetsk e Milan, di questa settimana.

 

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