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Analisi del lunedì: SPAL-Juventus

Un sabato sera all’insegna del calcio si apre con la vittoria di misura del Sassuolo ad Udine ai danni della squadra di Oddo. Il posticipo delle 20:45, invece, va in scena a Ferrara, dove la SPAL di Semplici ospita la capolista Juventus, fresca di sorteggi di Champions.
Sulla carta il match sembra non poter riservare numerose sorprese, partendo dal presupposto che i bianconeri dovrebbero essere in grado di tritare la preda emiliana, reduce da 7 punti in 3 partite e usciti dalla zona salvezza per la prima volta dall’inizio della stagione (2 vittorie e 2 pareggi nelle ultime 4 partite).
Colpo di scena, i biancazzurri riescono a bloccare la Juventus vicecampione di Europa, dopo 12 vittorie consecutive, guadagnando un punto d’oro in chiave salvezza e ravvivando la lotta scudetto apparsa chiusa dopo il pareggio del Napoli a San Siro.

Partenza lampo dei padroni di casa che nei primi 20 minuti mettono in difficoltà i campioni di Italia come raramente è successo in quest’ultimo periodo. Lazzari, esterno destro fluidificante, risulta una vera e propria spina nel fianco con le sue sgroppate sulla fascia, sfruttando le sue doti da velocista. Lo schema tattico della Juventus è ben noto a tutti, partenza dal basso per poi servire la mente geniale di Miralem Pjanic, collante tra difesa ed attacco assieme a Paulo Dybala. La Juve si dispone in fase difensiva con un inedito 4-1-4-1, frutto della duttilità di Dybala e del grande lavoro in ripiegamento di Douglas Costa. I biancazzurri schierano in avanti due attaccanti di peso: Paloschi, in un buon periodo di forma, e Antenucci, alla sua migliore stagione in carriera.

La chiave tattica della SPAl in fase difensiva è quella di utilizzare Schiattarella, 11 cartellini gialli in questo campionato, almeno due in più di ogni altro giocatore nella Serie A in corso, come cane da guardia su Paulo Dybala, in modo da tarpare le fantasie del numero 10 sul nascere. Nonostante il continuo movimento del 10 bianconero, e la sua innata abilità a smarcarsi, viene efficacemente contenuto dal mediano ferrarese, autore di una partita di sacrificio squisita.

Il fantasista juventino, alla sua 150a presenza in Serie A, è autore di una prestazione tutto sommato positiva, conclusa con 51 passaggi, 95% di precisione, 4 cross, 4 tiri e 1 passaggio chiave, ma sottotono rispetto agli standard a cui la Joya ci ha abituati.

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Heatmap di Dybala

Come evidenzia la heatmap di Dybala, l’attaccante preferisce partire largo a destra per poi accentrarsi, ma rimanendo sostanzialmente sempre lontano dalla porta, dove gli risulta impossibile concludere a rete (1 tiro pericoloso nella ripresa e 1 punizione dal limite) o servire lo spietato Higuain.
Come già sottolineato in precedenza, durante questa stagione, gli esterni della SPAL risultano i grandi protagonisti del gioco dei ferraresi. Oltre che a fornire polmoni e sostanza, riescono a creare ampiezza, rimanendo spesso coi piedi sulla linea del fallo laterale.


Il posizionamento dei fluidificanti destabilizza in parte la struttura juventina, che vede costretti i due attaccanti esterni e i due mediani ad organizzare le uscite sui laterali, rimanendo in inferiorità numerica in mezzo al campo.

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Mappa delle posizioni medie

La mappa delle posizioni medie mette in evidenza il fatto che, nonostante la superiorità tecnica, i bianconeri non riescono a schiacciare la SPAL, che non modula il proprio schieramento a seconda dell’avversario, mantenendo la propria mentalità-
L’ultima volta che la Juventus non ha trovato il gol in campionato è stata contro l’Inter a dicembre, data che coincide con l’ultima partita in cui i bianconeri non hanno centrato la vittoria in Serie A. L’ultima volta, invece, che la squadra di Allegri non ha trovato il gol in trasferta in un incontro ufficiale risale a settembre, nella sfida contro il Barcellona. D’altro canto, la Juventus eguaglia il record, stabilito dai bianconeri stessi a marzo 2016,  di 10 incontri di Serie A consecutivi senza subire gol.

Forse leggermente distratta dal sorteggio di Champions, la Juve appare disorganizzata e priva di idee in più di un’occasione. Nonostante il 65% di possesso palla, la squadra di Allegri manifesta un’inusuale difficoltà ad arrivare nell’area di rigore avversaria. Se la solidità difensiva è una qualità accertata ormai da tempo, con Chiellini che centra la presenza numero 350 da titolare nella massima serie, la fase offensiva pecca in brillantezza e lucidità. Higuain e Douglas Costa non sembrano nella loro miglior serata, così come Mandzukic che non riesce a gonfiare la rete da 11 gare di campionato, record negativo per lui da quando veste bianconero in Serie A.

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Mappa dei tocchi della Juve

Merito va sicuramente ai ferraresi che mettono in scena un’ottima organizzazione difensiva. In questa stagione, infatti, i ragazzi di Semplici sono già stati autori di ottime prestazioni, riuscendo a fermare sul pareggio la Lazio, all’Olimpico, e l’Inter con il gol di Paloschi ad una manciata di secondi dalla fine.

Lo storico pareggio ottenuto dai padroni di casa si basa in gran parte sullo schema di pressing pensato dall’allenatore della SPAL. I biancocelesti, infatti, iniziano ad aggredire molto alti, in modo tale da non lasciare respiro alla manovra bianconera. Paloschi e Antenucci sono i promotori, i quali vengono coadiuvati secondo un movimento ad elastico da tutti gli altri compagni, riuscendo ad ottenere ottimi risultati a riguardo.

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Tutte le conclusioni dei ferraresi avvengono fuori dall’area di rigore

Il problema dei ferraresi è il momento dopo aver recuperato la palla, infatti, non riescono mai a rendersi concretamente pericolosi dalle parti di Buffon. Tutte le conclusioni avvengono fuori dall’area di rigore, posizioni da cui è impossibile impensierire la porta bianconera, soprattutto non avendo nel bagaglio personale un ottimo equipaggiamento da “cecchino”. In merito a questo, la SPAL soffre l’assenza di Viviani, sia in fase di impostazione, dove il mediano è perfetto a dettare i tempi, sia per quanto riguarda i calci piazzati, vero e proprio cavallo di battaglia del giocatore di Lecco.

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Un pareggio sostanzialmente giusto, che penalizza in parte la Juventus

Da questo pari a reti bianche si possono evincere diverse considerazioni. In primo luogo, nonostante il piccolo stop di sabato sera, la Juventus sembra possa laurearsi ancora una volta campione d’Italia. Il Napoli accorcia a due punti dopo la vittoria in notturna contro il Genoa, ma la squadra di Allegri appare più organizzata e, soprattutto, può basarsi su una rosa di maggior spessore ed esperienza, abituata a vincere e a lottare per raggiungere i propri obiettivi fino alla fine della stagione.
D’altro canto, come già ampiamente annunciato, la SPAL ha tutte le carte in regola per poter centrare la salvezza (leggete il nostro articolo per scoprire i segreti della squadra ferrarese). La rosa può vantare un tasso tecnico e qualitativo maggiore rispetto alle contendenti, fornendo a Semplici un mix di esperienza e freschezza che non ha niente da invidiare a squadre che vantano di una migliore posizione in classifica.

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