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Analisi del lunedì: Sampdoria-Genoa

Nell’anticipo serale di sabato sera, il calendario di Serie A riserva agli appassionati il 114esimo Derby di Genova. Come ormai dal 1935, si affrontano Sampdoria e Genoa, le due squadre che si spartiscono l’egemonia sulla città ligure. I ricordi di Vialli e Mancini sono sbiaditi, così come quelli di Pazzini e Cassano, e di Milito e Thiago Motta. La squadra di Giampaolo, nonostante un mese di marzo da rivedere, parte favorita sulla base dell’ottima stagione fin qui disputata; d’altro canto, il Genoa si presenta al big match con tre risultati negativi sul taccuino (2 sconfitte nelle ultime 2 trasferte). Per la prima volta in assoluto i blucerchiati potrebbero raggiungere il record di quattro successi consecutivi contro la compagine rossoblu avendo già vinto le ultime tre sfide precedentemente disputate. I rossoblu, però, mostrano una maggiore tranquillità rispetto alla gara di andata, rigenerati dalla cura Ballardini che è riuscito, in qualche mese, a dare una struttura decorsa alla squadra e a tirarla fuori dalla zona rossa della classifica.
Le premesse per un derby emozionante ci sono tutte, anche se il vero spettacolo è sugli spalti, dove le due curve non risparmiano un coro e colorano le gradinate con due splendide coreografie. Il Marassi è un insieme di tonalità sfarzoso, a sottolineare l’importanza delle due realtà calcistiche che hanno scritto un pezzo di storia del nostro calcio.

Le due compagini si schierano con i consueti moduli e gran parte degli stessi protagonisti andati in campo durante l’intera stagione. I blucerchiati devono fare a meno di Barreto, tuttofare in mediana e grande conoscitore del nostro calcio; il Genoa, invece, soffre l’assenza di Miguel Veloso, uomo di qualità del centrocampo genoano e specialista nei calci piazzati.

4-3-1-2 per la Samp e 3-5-2 per i rossoblu, Giampaolo si affida al collaudato tridente con Caprari in supporto a Zapata e Quagliarella, invece Ballardini schiera in avanti Pandev e Lapadula, coppia esperta per mettere in difficoltà la difesa di casa.

La partita, all’inizio così come alla fine, non regala molte emozioni agli spettatori che, giustamente, pretendevano di più da una partita così importante.
La Sampdoria ha ormai una mentalità ben acquisita da tempo preferendo concentrare il proprio possesso palla nella zona centrale del campo passando per la mente e per i piedi di Torreira, vera rivelazione dell’anno in quel ruolo. Il Genoa ha una struttura di gioco abbastanza difensiva e che tende ad occupare tutte le zone di campo, puntando in maniera particolare sui chilometri macinati dagli esterni fluidificanti.
Come si può notare, l’unica maniera con cui i genoani possono mettere in difficoltà i blucerchiati è quella di superare il denso centrocampo per servire la punta. In questo caso Lapadula scarica la palla, in modo tale da permettere ai suoi compagni di effettuare un cambio di gioco, arma fondamentale contro una squadra molto centrale come la Sampdoria.
Pedro Pereira effettua quattro cross su azione nell’incontro, almeno il doppio di quelli compiuti nelle sue precedenti otto presenze stagionali in campionato, sottolineando l’importanza del gioco sulle fasce genoano.

La svolta tattica data da Ballardini ai suoi giocatori è quella di riuscire a non subire gol. Da sottolineare l’ausilio di Perin, portiere italiano più in forma al momento, e anche lo schieramento degli undici, che riescono a rimanere sempre corti e ben posizionati, utilizzando gli esterni più come terzini che come giocatori offensivamente propositivi. In evidenza Spolli che mette a segno 3 tackles e 2 intercettazioni; e Zukanovic 4 tackle e 2 intercettazioni, che riescono a neutralizzare gli attacchi di Quagliarella e Zapata.
Il Genoa ha pareggiato a reti inviolate per la quinta volta in questo campionato: un record condiviso con l’Inter in questo torneo, un dato molto significativo relativo alla solidità difensiva.

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Mappa Expected Goals

Uno 0-0 tutto sommato corretto come suggerisce la mappa degli Expected Goals, che non raggiungono la quota di 1 neanche sommati tra di loro. Il Genoa non trova il gol per la terza trasferta consecutiva in Serie A: l’ultima volta in cui è rimasto a bocca asciutta per quattro partite fuori casa di fila risale a maggio dello scorso anno. I blucerchiati, invece,  mancano l’appuntamento con la rete per la seconda partita al Marassi di fila in campionato, peggior risultato da settembre 2013.

Come già detto in precedenza, il Genoa, non potendo vantare di grande qualità all’interno della propria rosa, fatica ad aggirare la densità doriana in mezzo al campo. Il grifone è apparso tutto sommato senza idee offensive, lasciando spesso Pandev e Lapadula a brancolare nel vuoto cosmico. Non a caso Ervin Zukanovic (58) è il giocatore del Genoa che gioca più palloni nel match, peggio di ben sei giocatori della Sampdoria.
I blucerchiati concludono la partita con 504 passaggi corti e 60 lunghi, mentre i rossoblu con 232 passaggi corti e 76 lunghi, a testimonianza di una differenza tecnica non da poco tra le due squadre liguri.

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Heatmap di Torreira, Praet e Linetty

I 3 giovanissimi centrocampisti della Sampdoria, Torreira, Praet e Linetty, la cui somma degli anni non raggiunge nemmeno quota 70, eseguono una prestazione pressoché ordinata, riuscendo a coprire l’intera zona centrale del campo.
Torreira, rispetto agli standard stagionali, rimane leggermente fuori dal gioco, concludendo con 54 passaggi contro i 102 di Silvestre, miglior passatore di serata.

Giampaolo, che ha dimostrato di essere un allenatore pronto ad effettuare il salto di qualità definitivo, inscena un’ottima strategia per annullare il rilancio lungo di Perin e non soffrire i fraseggi in velocità di Lapadula e Pandev. Tutti posizionati sulla la linea di centrocampo e uno slittamento rapido della difesa al momento del rinvio, tengono l’attacco genoano lontano dalla propria porta.

Ballardini, conoscendo i punti forti della squadra avversaria, indica ai suoi di portare la Sampdoria sulle fasce per poi effettuare un pressing molto alto sul terzino e la mezzala corrispondente. Come si nota in questo frangente, Torreira e Ferrari sono costretti ad appoggiarsi su Murru, che viene immediatamente attaccato al momento della ricezione di palla, così come Linetty e lo stesso mediano basso.

In fase offensiva, la Sampdoria risulta poco prolifica. La squadra di Giampaolo crea, ma non riesce a concludere a rete con pericolosità. I blucerchiati effettuano 1 tiro nello specchio della porta avversaria nei primi 45’: solo una volta nelle ultime sette in Serie A ha tirato di meno nello specchio nel primo tempo (zero, contro il Crotone lo scorso 11 marzo).
All’appello mancano Zapata e Quagliarella, veri mattatori stagionali e trascinatori della propria squadra fino alla zona Europa. Il napoletano, che sta vivendo la sua miglior stagione di sempre, inventa 4 assist al tiro per i compagni e 3 tiri, che risultano superflui ai fini del risultato.

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I tiri velleitari di Caprari

Gianluca Caprari, invece, risulta essere molto attivo durante la gara, tanto da toccare 58 palloni: la sua seconda miglior prestazione nella Serie A 2017/18 (60 nella partita contro il Chievo del 31 marzo). Inoltre, effettua ben 6 tiri da ottima posizione, ma non riesce mai ad essere veramente pericoloso per impensierire un portiere della caratura di Perin.

In conclusione si può affermare che il derby di sabato sera non rimarrà di certo impresso nella mente degli appassionati per la qualità vista in campo, ma più che altro per lo spettacolo offerto dai tifosi, rimasti sulle gradinate a cantare per oltre mezz’ora dopo la conclusione del match. Giampaolo e Ballardini hanno dimostrato di essere due allenatori altamente puntigliosi nei dettagli, tanto da annullarsi a vicenda, mettendo in mostra un’ottima solidità difensiva e una carenza di fantasia offensiva.
Il calcio a Genova sta vivendo una fase di stallo, dove due compagini che lottano per due obiettivi diversi, rischiano di galleggiare nella mediocrità che non rispecchia la storia dei due club e del calcio italiano.

…un applauso ai tifosi

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