Vai al contenuto

Ago della bilancia

Il compromesso è l’arte di tagliare una torta in modo tale che ciascuno creda di avere avuto la fetta più grossa. (Jan Peerce)

Dopo 5 anni ai Citizens James Milner decide, nonostante un’ottima proposta da parte del City, di non rinnovare il contratto, preferendo una nuova esperienza 50 km più a ovest, ad Anfield Road.
Nell’anno in cui compie 30 anni, Milner ha bisogno di cambiare aria, troppo poche per lui 18 presenze da titolare: “Quel ruolo di tappabuchi, giocare solo quando altri non sono disponibili, in qualsiasi posizione del campo; non penso sia la condizione migliore per mostrare il tuo calcio migliore.” -e ancora- “mi vedevano come giocatore chiave della squadra, però quando c’erano da giocare finali ero puntualmente in panchina.”
James vuole solo giocare, ed è sempre stato disposto a scendere a compromessi pur di farlo con più frequenza: “col City ho giocato in ogni posizione tranne difensore centrale, se non è lottare per una maglia da titolare questo…”
In fondo anche il trasferimento sulle sponde della Mersey è un compromesso: in quel momento il City aveva molte più probabilità di vincere trofei; è di fatto un passo indietro per la carriera di Milner, ma a lui basta la promessa di Brendan Rodgers di giocare con regolarità e nel ruolo che predilige: centrocampista centrale.

E in effetti l’allenatore nordirlandese mantiene la sua promessa, Milner gioca con regolarità, ed è anche uno dei più positivi nel disastroso inizio di stagione che porta all’esonero di Rodgers. Con l’avvento di Klopp il copione non cambia, fiducia a Milner che chiude la stagione di Premier League con 28 presenze, tutte dal primo minuto, tutte da centrocampista.
In realtà in piena emergenza difensiva, nella sfida di Europa League contro il Manchester United, Klopp schiera Milner come terzino sinistro; tra l’altro in quella partita l’inglese è autore di una grande partita, dando una grossa mano ai Reds a passare il turno.
Quella prestazione può essere una delle più importanti rivelazioni della stagione, una vera e propria sliding door dell’epopea Klopp.

Nonostante la pessima chiusura di stagione di Alberto Moreno, non ancora perdonato dai tifosi del Liverpool dopo la tragica prestazione nella finale di Europa League contro il Siviglia, Klopp decide di non acquistare nessun terzino sinistro.
Si parla tanto del 19enne Ben Chilwell del Leicester City, ma il tecnico tedesco preferisce intervenire in altre zone del campo portando sotto la Kop, tra gli altri, Matip, Manè, Wijnaldum e Karius.
Perchè un altro centrocampista e non un terzino sinistro? Semplicemente perchè per il sistema di gioco che Klopp stava cercando di costruire, l’interprete perfetto nel ruolo di terzino sinistro era già in rosa: James Milner.

I giornali parlano di un lungo dialogo Klopp-Milner in cui fondamentalmente il tecnico di Stoccarda chiede all’inglese un’altro sacrificio: spostarsi in pianta stabile sulla corsia di sinistra.
E ancora una volta James, pur di giocare, accetta il compromesso.

Klopp dà prima un’ultima chance ad Alberto Moreno, vanificata malamente dallo spagnolo: dalla seconda giornata James Milner terzino sinistro.

Qualche giorno fa, in un’intervista, Nathaniel Clyne, terzino sulla fascia opposta, definì così Milner ed il suo nuovo ruolo . “Lo fa sembrare così facile, ho passato tutta la carriera ad allenarmi per essere un terzino, arriva lui e lo fa sembrare facilissimo! E scrive persino il suo nome nel tabellino dei marcatori.”
In realtà le dichiarazioni del terzino scuola Southampton sono abbastanza semplicistiche, Milner è un ottimo terzino più grazie alla sua intelligenza tattica che alla sua innata propensione a giocare in fascia.

giphy-15
James Milner non è nato terzino e si vede, nel gol del pareggio del Tottenham  (1-1 finale) sbaglia completamente la lettura del lancio regalando tempo e spazio a Dier.

Nonostante Klopp ripeta continuamente che per lui il modulo non sia importante, che esso sia anzi una eccessiva semplificazione dello scheletro tattico di una squadra, il Liverpool si schiera di norma con un 4-3-3. Lo schieramento è comunque assimetrico, poichè Coutihno non è una vera ala e spesso e volentieri si accentra palla al piede, liberando il suo pericolosissimo destro lasciando libera la corsia di sinistra.

giphy-17
Gli ingranaggi difensivi dei Reds: Milner è in ritardo sul lancio per Mahrez, Wijnaldum si sostituisce a lui e va ad intercettare il lancio.

A centrocampo il trio Lallana-Henderson-Wijnaldum dà l’equilibrio giusto alla squadra, essendo tutti e tre ottimi incursori sì, ma soprattutto presenti in fase difensiva (Henderson viaggia ad una media di 3 tackle vinti, 2 intercettazioni e 3 recuperi a partita.)
In questo contesto di squadra Milner è abbastanza libero di macinare chilometri sulla fascia.
La più grande difficoltà per Milner in versione terzino sinistro, al di là del posizionamento, su cui può lavorare molto, è l’uso del suo piede debole, prerequisito praticamente obbligatorio per un buon laterale di fascia.
L’inglese è un destro naturale e fatica ad utilizzare con immediatezza il sinistro; riesce però a sopperire questa carenza grazie alla sua intelligenza tattica, in fase di possesso si alza sulla linea dei centrocampisti in modo da aver lo spazio per giocare la palla col destro.

giphy-14
Milner aspetta palla dal centrale difensivo nella trequarti avversaria, Mahrez non può marcare sia lui che la mezzala lasciandogli tutto il tempo del mondo per sistemarsi la palla sul destro e servire Firmino.

Nella complessa scacchiera reds, Milner si configura come uno degli interpreti più determinanti; oltre ai 4 gol su rigore in 6 presenze risulta addirittura più determinante rispetto alla passata stagione.
Fornisce in media due passaggi chiave a partita, completando una sessantina di passaggi (10 in più della passata stagione) e creando 2,1 occasioni per 90 minuti.
Rispetto all’anno scorso triplica le palle recuperate (3,50 contro 0,9 per 90 minuti) vincendo 1,9 tackle a partita.

giphy-16
Pregi e difetti di Milner: corsa e grinta, ma fa tutto col destro.

A 30 anni un giocatore ha già raggiunto e probabilmente superato la piena maturità fisica, quindi c’è da domandarsi quanto possa Milner reggere in un ruolo così dispendioso come quello di terzino totale che Klopp gli ha cucito addosso; senza impegni in Europa ci sono però grosse possibilità che l’inglese possa fare avanti e indietro senza sosta per tutta la stagione. E in fondo 30 anni non sono troppi per diventare uno dei migliori terzini inglesi.

Dal canto suo Milner avrà di sicuro rivalutato la sua concezione di compromesso, vista la mole di palloni che gioca e la sua inamovibilità, “sono più fresco che mai” commentava dopo l’ennessima prestazione esemplare, elogiando il mago Klopp. “Jürgen è un top manager, sicuramente uno dei migliori con cui ho lavorato”.
La stima è sicuramente reciproca, l’equilibrio del nuovo “fresh” Liverpool (25,5 anni di età media, seconda più bassa della Premier) passa per i piedi e per la testa del centrocampista, ormai terzino, scuola Leeds.

Difficile sbilanciarsi dopo 7 giornate in un campionato che ad inizio stagione aveva 7 pretendenti al titolo, ma i primi tre posti sono alla portata di questo Liverpool, e una grande fetta ,forse la più grande fetta, parafrasando Peerce, del merito va all’uomo dei compromessi, James Milner.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.