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Acquisti della settimana – 8°

Olsen alla Roma (8.5 milioni di Euro)

Sono bastati pochi giorni alla Roma per trovare il sostituto di Alisson, accasatosi al Liverpool in quello che è ad oggi uno dei copi di mercato più onerosi della sessione; il sostituto romanista è tanto interessante quanto rischioso. La pesante eredità del portierone brasiliano verrà raccolta dallo svedese Robin Olsen, protagonista di un ottimo Mondiale con la Svezia, oltre a 180 minuti sontuosi, ahinoi, contro l’Italia nello spareggio. Monchi, nonostante la margherita di alternative vedesse nomi forse più conosciuti, Areola e Donnarumma su tutti, decide quindi di puntare tutto sul classe 1990 ( due anni più vecchio di Alisson), sborsando una cifra di 8.5 milioni + bonus ed un 10% sulla futura rivendita, numeri che fanno di Olsen il portiere svedese più pagato di sempre.
Monchi decide quindi di giocare sul fuoco per quanto concerne la porta giallorossa, decidendo di intervenire sul mercato scegliendo l’alternativa più economica, in modo da avere un tesoretto per i ruoli di movimento, reputati più importanti, a torto o al ragione, dal ds ex-Sevilla.
In ogni caso sbarca a Roma un portiere di qualità, che dovrà però vedersela col fantasma di Alisson, forse il miglior portiere mai visto a Roma per completezza; Robin Olsen, forte comunque di 23 presenze per la nazionale maggiore, oltre ad una trentina di partite in Europa e due brillanti stagioni in Danimarca, ha tutte le carte in regola per far dimenticare il brasiliano, ma arriva inevitabilmente a Roma con molti dubbi.

 

Malcom al Barcellona (41 milioni di euro)

Quello che invece a Roma non arriva è il classe ’97 Malcom: „Il Barcellona è poco etico“, queste le parole di Pallotta, dopo che la dirigenza blaugrana gli ha soffiato il talento brasiliano da sotto il naso. L’aereo Bordeaux-Roma parte senza il brasiliano, che a Roma non ci andrà più. Il calcio si è mai basato su un’etica? Difficile dirlo, in ogni caso il Barcellona esce vincitore sul mercato di un duello a colpi di milioni per l’esterno Malcom. La Roma rimane a bocca asciutta, dopo aver accarezzato la possibilità di rinforzare le ali ed aver addirittura, assieme con il Bordeaux, pubblicato un comunicato ufficiale nella propria pagina. Il resto è storia, con il colpo di coda blaugrana e lo scippo ai danni di Monchi e dei giallorossi.
L’esterno classe ’97, dalle caratteristiche simili a Douglas Costa, sbarca nel pianeta di Leo Messi, dove troverà un’altissima concorrenza difficilmente scavalcabile. Dembelè non ha convinto appieno, è vero, ma Malcom parte comunque svantaggiato in un duello per una maglia che vede partecipare anche il connazionale Coutihno. Malcom e Dembelè, promotori del futuro blaugrana con la speranza, da parte della dirigenza, di aver individuato i veri eredi del marziano argentino. 40 milioni per un giovanissimo, che tanto bene ha fatto in Ligue 1 lo scorso anno, potrebbero rappresentare un ottimo investimento, ma comunque una magra consolazione per i tifosi spagnoli che sognavano il tridente stellare con l´approdo di Griezmann. L’impressione è quindi che il Barcellona ne sia comunque uscito vincitore a metà, avendo dovuto ripiegare sull’ex-Bordeaux dopo il rifiuto di Willian, che sicuramente sarebbe stato un giocatore più da Barcellona. Il campo parlerà, ma di certo Malcom arriva al Camp Nou accompagnato da un grande punto interrogativo.

Defrel alla Sampdoria (prestito oneroso a 1,5 milioni di euro con diritto di riscatto a 18,5 milioni di euro.)

Si era lentamente fatto spazio tra gli attaccanti della Serie A, sgomitando a Cesena, spostandosi di qualche chilometro e cambiando maglia, sposando la causa neroverde. 15 gol in 4 stagioni a Cesena, nettamente migliorati nel biennio al Mapei, dove sotto l’ala protettrice di Di Francesco mette a segno ben 19 reti. Prestazioni che gli valgono la chiamata a Roma, dove segue il suo allenatore, dove però non riesce ad incidere come dovrebbe, forse lo limita l’essere un ibrido tra attaccante centrale , vista la difficoltà a trovare spazio tra Dzeko e Schick, ed attaccante esterno. Morale della favola: 1 sola rete, su rigore, in 15 deludenti presenze. Dopo appena un anno è chiaro che Defrel abbia bisogno di cambiare aria, di ripartire da un altro club con ambizioni ed organico diverso, il francese è sul mercato ed ecco che le porte blucerchiate si aprono, per accogliere un attaccante classe ’91 che, nonostante la deludente stagione, ha già dimostrato di avere i colpi giusti per fare bene. Rigenerarlo sarà compito complicato, ma a 27 anni Defrel ha ancora tempo per riprendere quello che ha perso a Roma, e giocarsi un’altra chance nel calcio che conta.

Schürrle al Fulham (prestito biennale)

Pensare a Schürrle riconduce inevitabilmente alla cavalcata sulla fascia nei tempi supplementari, al cross per Mario Götze, alla vittoria Mondiale. Il post-mondiale è però faticoso e deludente per l’attaccante tedesco, quattro anni nei quali approda a Dortmund senza però mai fare il salto di qualità che tanti gli auspicavano dopo l’exploit in Brasile del 2014. Dopo l’agrodolce esperienza in giallonero è il momento di tornare in Premier, che lo aveva accolto con la maglia blue forse troppo presto. 1 gol e 6 assist sono troppo pochi per ottenere la riconferma in un club comunque ambizioso come il BVB, e allora a 27 anni Schürrle riparte dal Fulham, con l’intenzione di dimostrare di essere ancora il giocatore da 22 gol in maglia tedesca, l’esterno spietato visto in maglia Wolfsburg. Buona fortuna Andrè, noi ci crediamo.

Pasalic all’Atalanta (prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni)

La vita calcistica di Pasalic è sempre stata un pendolo la cui oscillazione partiva da Londra, senza tuttavia mai accasarsi definitivamente ai Blues del Chelsea. Questo infatti è il quinto prestito per il croato ex Hajduk Spalato. Dopo la parentesi rossonera al Milan piuttosto sciapa, Mario si prepara a vestire la casacca nerazzurra dell’Atalanta. Il classe ’95 conosce il nostro campionato e nella sua carriera ha mostrato più volte di avere il vizietto del gol. Gli è sempre mancata però la costanza, chissà che non sia Giampiero Gasperini a fargliela trovare. Nel centrocampo a due con De Roon può sicuramente rendere, la carta d’identità inoltre gli sorride; gli orobici si rinforzano con un colpo di mercato importante anche in chiave europea, sperando in un buon risultato in Bosnia. Forza Mario, che questo ennesimo prestito sia quello buono!

Richarlison all’Everton (55 milioni di euro)

I nuovi Toffees di Marco Silva, alla disperata ricerca di qualche nuovo innesto sul mercato nel reparto offensivo, assecondano le richieste del tecnico, portando a Goodison Park il 21enne brasiliano Richarlison.
Fu proprio Marco Silva, all’epoca allenatore del Watford, ad anticipare l’Ajax nella sessione di mercato invernale e catapultare il brasiliano in Premier League; che ebbe un impatto clamoroso. 5 gol e 7 assist nelle prime uscite, per poi deludere nelle 18 successive, complice forse la fatica e la stanchezza di una stagione lunghissima per lui. Essendo prelevato dal Brasilerao infatti, Richarlison era reduce da una stagione intera ed ha quindi avuto appena due settimane di riposo prima di ritrovarsi nel bel mezzo della Premier League ed arrivare a giocare quasi 60 partite in stagione.
Per una cifra potenzialmente da record, che dovrebbe toccare, bonus permettendo, quasi 60 milioni di euro, Richarlison torna dunque alla corte di Marco Silva, tra lo scetticismo e la sensazione di aver strapagato un giocatore mediocre, che appena 6 mesi fa costò 11 milioni di sterline.
Sarà tutt’altro che facile per il brasiliano, viste le aspettative che la cifra sborsata sul mercato porta con sè, ma Marco Silva ha già chiesto ai tifosi pazienza e tempo perchè Richarlison possa inserirsi negli nuovi schemi in maglia Toffee senza troppa pressione. La perplessità è comunque tanta, ma si sa, il campo può spesso sorprendere.

Joao Moutihno al Wolverhampton (5 milioni di euro)/Golovin al Monaco (35 milioni di euro)

Un altro portoghese si accasa al Wolverhampton; dopo Rui Patricio un altro senatore lusitano trova posto in Premier, in una squadra, i Wolves, che sta diventando un vero e proprio vivaio portoghese, alimentato dal potentisso procuratore Jorge Mendes. L’età Moutihno, ormai ultratrentenne, andava a cozzare con quella che è la nuova filosofia del Monaco, che anche in questa sessione di mercato ha cercato di portare nel principato i più interessanti talenti. Ed infatti il sostituto a centrocampo è Aleksandr Golovin, centrocampista siberiano classe ’96 chesi è messo in mostra al mondiale in casa, dimostrando di vedere la porta, di saper offendere con qualità, ma soprattuto una corsa e delle qualità atletiche più uniche che rare. Scelta condivisibile quella del russo che, nonostante facesse gola anche a Juventus, Chelsea e altre big europee, ha preferito alimentare il già enorme parco di giovani talenti del Principato, con la certezza di poter crescere con meno pressione ed in un ambiente forse più congeniale. La linea verde monegasca continua, con un altro esponente di rilievo.

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