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Acquisti della settimana – 3°

Torreira e Leno all’Arsenal (55 milioni)

Dopo gli acquisti invernali di Aubameyang e Mkhitaryan e l’abbandono di Arsene Wenger, che ha deciso di abdicare dopo 12 anni di attività a Londra, l’Arsenal è pronto a subire il suo processo di rinnovamento partendo dalle mani salde di Emery, nuovo allenatore dei Gunners. L’idea di calcio dell’ex allenatore del PSG si basa su un elaborato possesso palla, messo in opera principalmente da giovani talenti pescati dai più grandi campionati europei. Ecco dunque, che dopo l’esperienza di Lichtsteiner, sbarcano a Londra Lucas Torreira e Bernd Leno, protagonisti del futuro del distretto biancorosso della capitale inglese.

Il portiere classe ’92 nato e cresciuto in Germania è uno degli estremi difensori più talentuosi del paese tedesco. Leno lascia Leverkusen dopo 8 anni e più di 230 presenze con la maglia rossonera e si accasa a Londra, dove prende l’eredità di un mostro sacro come Peter Cech. La dirigenza dei Gunners è riuscita a strappare il portiere dalla grande concorrenza del Napoli per una cifra vicino ai 25 milioni di euro, che andranno ad arricchire le casse del club tedesco il quale ha deciso di rinunciare a una delle sue più grandi bandiere dell’era moderna.

Torreira, invece, è il classico giocatore fondamentale per lo schieramento di Emery, un mediano in grado di garantire interdizione, recuperi di palla e velocità di impostazione. L’uruguaiano classe ’96 è esploso nell’ultimo biennio, soprattutto grazie all’aiuto di Giampaolo, facendo letteralmente impazzendo tutta la Genova blucerchiata sopratutto per la sua voglia di fare e per il costante rendimento positivo nonostante la difficoltosa ultima parte di stagione della squadra di Ferrero. Il costo del cartellino del folletto uruguaiano si aggira attorno ai 30 milioni, una cifra più che onesta considerando l’età del giocatore e i prezzi di mercato attuali.

Mihajlovic allo Sporting Lisbona

Che a Sinisa non piacessero le cose facili era da tempo chiaro, lui che non si è fatto problemi, da bandiera dell’Inter ad attraversare la sponda dei Navigli, ma sedare l’ambiente Sporting sembra un’impresa anche per il sergente di ferro. Una nuova avventura per il serbo, che riparte Portogallo in un club che, dopo il deludente terzo posto in campionato, ha visto scoppiare una vera e propria bomba ad orologeria, con un manipolo di tifosi che, per manifestare il loro disappunto decide di malmenare e minacciare i giocatori.

Morale della favola: in 16 chiedono di rescindere il proprio contratto con lo Sporting, da Rui Patricio a William Carvalho, passando per Bas Dost e Gelson Martins. Un esodo di massa che sta interessando gran parte di club europei, ma che si configura di fatto come una impressionante perdita di potenziali incassi per il club portoghese.
A spegnere l’incendio che sta mettendo a ferro e fuoco la metà biancoverde di Lisbona, o quantomeno, a provarci, sarà Sinisa, che, dopo la sfortunata avventura a Torino, sponda granata, è pronto ad una nuova sfida, forse la più difficile, di certo la più entusiasmante.

Lopetegui al Real Madrid

Sarebbe stato difficile immaginare un’inizio d’estate più travagliato di quello che ha visto coinvolto il triangolo Real-Lopetegui-Spagna. Un vero e proprio terremoto che ha visto probabilmente le Furie Rosse avere la peggio ritrovandosi a 24 ore dall’inizio del mondiale senza allenatore. Ma andiamo con ordine: il 31 maggio Zidane annuncia le dimissioni da allenatore del Real Madrid dopo aver conquistato la tredicesima Champions League della storia blanca.

Non tardano ovviamente ad arrivare le prime ipotesi e suggestioni sui possibili sostituti: Conte? Sarri? Pochettino? Allegri? Le fantasie viaggiano solo su nomi di grandi top allenatori, ed è proprio in questo momento che Florentino Perez decide, il 12 giugno, di annunciare a sorpresa (un pò come fece con Zidane) che il nuovo allenatore del Real sarà Julen Lopotegui, prossimo a partecipare alla Coppa del Mondo con la Spagna. Ebbene si perchè l’allenatore 52enne è a capo delle Furie Rosse, e proprio con loro ha rinnovato il suo contratto circa venti giorni prima. Il colpo di scena arriva sicuramente il giorno dopo, 13 giugno vigilia del Mondiale, quando viene esonerato dal presidente federale Luis Rubiales, discretamente indispettito dall’estremo ritardo nel comunicare alla federazione la decisione di approdare a Madrid. Lopetegui arriva al Real con la pesante eredità lasciatali da Zidane e questo burrascoso inizio di avventura non può di certo essere di buono auspicio.

Lemar all’Atletico Madrid (70 milioni)

Dalla Russia in direzione Madrid, senza più passare per il Principato; un’asta, quella della scorsa sessione di mercato, che coinvolse quasi tutte le big, poi sedata dal secco no della dirigenza monegasca. Dopo un’altra straordinaria stagione condita da 2 gol e 8 assist e la meritata convocazione alla rassegna mondiale in terra russa, niente può più fermare il trasferimento di Lemar verso un top-club; 65 milioni nelle casse del principato e maglia colchonera numero 10 per Thomas.

Si aggiunge così al duo Griezmann-Hernandez, entrambi freschi di rinnovo scaccia voci di mercato, un terzo galletto, pronto a fare il definitivo salto di qualità in una squadra e con un allenatore che possono probabilmente essere perfetti per il talento e la corsa di Lemar. D’altro canto, il Monaco si rende protagonista per l’ennesima volta di una notevole plusvalenza, avendo acquisito Lemar nel 2015 dal Caen per appena 5 milioni di euro. Ma prima di provarsi la maglia biancorossa c’è un mondiale con i Blues da giocare e, chissà, magari anche da vincere.

Inzaghi al Bologna

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È Filippo Inzaghi il successore di Roberto Donadoni. Uomini di generazioni differenti, eppure legati ad un destino comune: Parma, Milan, Atalanta e ora anche Bologna. Sono alcune delle tappe che hanno caratterizzato la carriera dei due. Inappropriato paragonare la carriera da allenatore dei due. Eppure il Bologna del presidente canadese Joey Saputo, affida a lui la panchina per gli anni che verranno. Una fiducia giustificata dall’ultima ottima annata al Venezia. Entusiasmante la stagione per la squadra veneta che è  arrivata ad un passo dall’accesso alla finale Playoff del campionato di Serie B. Dopo due anni di “gavetta”, costernati dalla promozione in serie B e non solo, ecco che finalmente si ripresenta davanti a Pippo un’occasione da non fallire. Riparte da dove aveva cominciato, dalla massima serie. 4 anni dopo quella – sfortunata – esperienza al Milan dell’allora presidente Silvio Berlusconi. Troppo acerbo per i grandi palcoscenici , troppo in crisi d’identità il club, troppo sprovvista di qualità la rosa. Non è stato sicuramente un periodo semplice per Inzaghi. Ora ha la possibilità di dimostrare a tutti che può essere Super (Pippo) non solo in area di rigore, ma anche nell’area tecnica.
“Ho il fuoco dentro, spero di restare a lungo.” Queste le prime parole del nuovo allenatore rossoblu. Bentornato Pippo.

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